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Updated: 2 hours 38 min ago

Motorola si tuffa nel mercato Android TV in India: da 32″ a 65″, anche in 4K e con gamepad (foto)

Mon, 09/16/2019 - 12:37

Motorola non produce solo smartphone e ne da prova in India dove ha appena presentato una nuova serie di smart TV molto interessanti, tutte basate sulla piattaforma Android TV.

Motorola Smart Android TV

I nuovi dispositivi lanciati da Motorola sono disponibili in diverse varianti che si differenziano per la diagonale: la più piccola è pari a 32″ mentre la più grande a 65″. Nella tabella riportata qui sotto potete vedere le diverse caratteristiche tecniche associate ai vari modelli: tutte integrano una soundbar wireless sul profilo inferiore con supporto al DTS TruSurround, mentre quelle a risoluzione 4K integrano anche il supporto agli standard MEMC, Dolby Vision e HDR10.

Tutti i modelli di smart TV presentati da Motorola integrano anche un gamepad wireless, incluso nella confezione di vendita, ed un telecomando che offre pulsanti dedicati a Netflix, Play Store e YouTube. I modelli 4K presentano un processore quad-core fino a 1.1 GHz con GPU Mali 450 e 2,25 GB di RAM accompagnati da 16 GB di storage interno. I modelli HD e full HD integrano un processore quad-core TEE con GPU Mali 470MP3, 1 GB di RAM e 8 GB di storage interno. Tutti i modelli di smart TV presentati da Motorola sono aggiornati ad Android TV 9.0.

Uscita e Prezzo

Le nuove Smart Android TV di Motorola arriveranno nel mercato indiano a partire dal prossimo 29 settembre, ai seguenti prezzi:

  • 32″ HD-Ready al prezzo equivalente di circa 180€.
  • 43″ full HD  al prezzo equivalente di circa 320€.
  • 43″ 4K  al prezzo equivalente di circa 380€.
  • 50″ 4K  al prezzo equivalente di circa 430€.
  • 55″ 4K  al prezzo equivalente di circa 500€.
  • 65″ 4K  al prezzo equivalente di circa 820€.

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Vi siete chiesti se ci sarà una variante 5G dei nuovi Pixel 4? È appena apparsa in rete (e ha anche più RAM!)

Mon, 09/16/2019 - 12:16

Sebbene ci vorrà ancora tempo per esplorarne le vere potenzialità, il 5G è uno dei mantra di questo 2019, sia per l’arrivo delle reti di nuova generazione (anche in Italia), sia per il lancio dei primi smartphone capaci di sfruttarle. Tra i dispositivi Android più attesi del momento ci sono senza dubbio i Pixel 4, di cui conosciamo ormai quasi tutto, ma che fin qui quasi mai erano stati accostati al 5G. Fin qui, appunto.

Su Geekbench ha da poco fatto capolino un’inedita variante di Pixel 4, che dalla sua vanterebbe proprio il supporto alle reti 5G. Il suo nome sarebbe Pixel 4 XL 5G, dunque ci aspettiamo che nel design e nelle specifiche complessive non si discosti dalla versione extra-large dei nuovi Pixel. Una differenza però sembrerebbe proprio esserci.

LEGGI ANCHE: La nostra recensione di Android 10

La RAM infatti sarebbe da 8 GB, quando è noto che le altre varianti 4G dei nuovi Pixel non andranno oltre i 6 GB. Chissà poi che le dimensioni generali (e del display) non possano essere più generose, come ci hanno abituato i dispositivi 5G attualmente in commercio, insieme ad una batteria ancora più capiente. Non è nemmeno detto che Google decida di lanciare questo fantomatico Pixel 4 XL 5G a fianco degli altri modelli verso la metà di ottobre, potrebbe infatti propendere per un lancio più in là nel tempo, magari ad inizio 2020.

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Voglia di Android 10? Ci pensa LineageOS: supporto a ZenFone 6 / 5Z, OnePlus 6 / 6T e LG G2

Mon, 09/16/2019 - 11:57

Android 10 è stato rilasciato ufficialmente da poche settimane e pochi dispositivi sono così fortunati da averlo già ricevuto, tra questi non potevano mancare i Pixel che si trovano in compagnia di Essential Phone e di OnePlus 7 / 7 Pro. Per chi ancora non l’ha ricevuto arriva in soccorso la community di sviluppatori.

Grazie al team di LineageOS altri dispositivi possono già assaggiare Android 10: stiamo parlando di ASUS ZenFone 6 / 5Z, OnePlus 6 / 6T ed LG G2 che hanno ricevuto il supporto di una delle prime build di LineageOS 17. Questa versione della nota custom ROM si trova attualmente in fase di sviluppo e pertanto la sua installazione potrebbe implicare alcuni problemi alle app Google o alla stabilità di sistema in generale.

LEGGI ANCHE: Android 10, la nostra recensione

Maggiori informazioni sui bug conosciuti e sulle procedure d’installazione le trovate ai thread ufficiali dedicati ai modelli sopra elencati sul forum di XDA. Trovate tutti i link qui sotto.

LineageOS 17 per ASUS ZenFone 6

LineageOS 17 per ASUS ZenFone 5Z

LineageOS 17 per OnePlus 6 / 6T

LineageOS 17 per LG G2

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Le ultime sui 4 nuovi Mate 30 a pochi giorni dal lancio (sì 4, non ve ne stavate mica dimenticando uno, vero?)

Mon, 09/16/2019 - 11:50

Mancano soltanto 3 giorni al 19 settembre, data scelta da Huawei per l’evento di presentazione della nuova gamma Mate 30. Nonostante dunque l’annuncio ufficiale sia ad un passo, non smettono di trapelare informazioni sul conto dei nuovi smartphone, che non saranno soltanto 3, bensì 4 – come gli anni scorsi, d’altronde.

Huawei Mate 30 Pro

A prendersi la scena sarà senza dubbio Mate 30 Pro, la punta di diamante di Huawei per il periodo a cavallo fra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Come di consueto, grande attenzione sarà riservata al comparto fotografico: saranno 4 le fotocamera posteriori, con un sensore principale da 40 megapixel, un altro con la stessa risoluzione e lenti ultra grandangolari, uno da 8 megapixel con teleobiettivo zoom 3x e un sensore ToF. Frontalmente ci sarà una doppia fotocamera – una principale da 32 megapixel, affiancata da una ultra grandangolare – inserita nell’ampio notch che ospiterà anche i sensori necessari per il riconoscimento 3D del volto.

Le immagini odierne mostrano anche la curvatura del display, che sembra decisamente accentuata, ma occorrerà attendere di vederlo dal vivo per farci un’idea più puntuale. Ampiamente noto anche il nuovo chip Kirin 990 coadiuvato da RAM fino a 8 GB e da memoria interna fino a 512 GB, mentre la batteria sarà da 4.500 mAh con ricarica ultra rapida fino a 40 W (e ricarica wireless rapida fino a 27 W). Il lettore di impronte sarà integrato nel display e a bordo ci sarà Android 10 personalizzato con la nuova EMUI 10, senza tuttavia le Google App.

3 vai alla fotogallery Huawei Mate 30

Mate 30 riprende design e specifiche del fratello maggiore, ma le ripropone in tono minore, come ormai Huawei ci ha abituato. Confermato il modulo fotografico circolare posteriore, ma i 4 sensori attesi saranno di qualità inferiore. Frontalmente, ci saranno sempre 2 fotocamere, ma non i sensori per il riconoscimento 3D del volto (a tutto vantaggio delle dimensioni più contenute del notch). Il display dovrebbe essere caratterizzato da una risoluzione inferiore (full HD+) e dall’assenza della curvatura sui bordi. Ci sarà anche il Kirin 990 con supporto al 5G, ma la RAM dovrebbe fermarsi a 6 GB.

1 vai alla fotogallery Huawei Mate 30 Lite

Quest’anno ci sarà spazio anche per Mate 30 Lite, che è riuscito a tenere duro e a non essere svelato con largo anticipo rispetto ai fratelloni. Come di consueto, si tratterà di uno smartphone di fascia media, con un design che ricorda più la serie Mate 20 che quella nuova, caratterizzato anche da un foro nel display da 6,39″ per alloggiare la singola fotocamera frontale. Al posteriore dovrebbero esserci ben 4 fotocamere da 48 + 8 (ultra grandangolare) + 2 (per le macro) + 2 (profondità) megapixel. Ad animare il dispositivo sarà il Kirin 810, mentre la batteria sarà da ben 4.000 mAh.

1 vai alla fotogallery Huawei Mate 30 Porsche Design

Infine, l’edizione di lusso della serie Mate 30, che qualcuno potrebbe essersi dimenticato, ma che sarà presente sul palco dell’evento, come ogni anno. In termini di specifiche, Mate 30 Porsche Design non dovrebbe differire da Mate 30 Pro, forse con l’aggiunta di un taglio di RAM da 12 GB. La grande differenza risiederà nel design, particolarmente esclusivo grazie alle finiture in vera pelle. Anche il prezzo però sarà altrettanto esclusivo.

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Fan di Xiaomi, cerchiate di rosso sul calendario il 24 settembre: sarà il giorno di Mi9 Pro e Mi MIX 4!

Mon, 09/16/2019 - 11:06

Era risaputo che Xiaomi avesse due colpi in canna capaci di catalizzare l’attenzione dell’intero universo mobile. E il colosso cinese ha deciso di spararli lo stesso giorno, per un risultato che si preannuncia più esplosivo che mai. Tenetevi liberi il 24 settembre prossimo, perché saranno presentati in Cina i nuovi Mi9 Pro e Mi MIX 4.

Il fil rouge che unirà i due nuovi modelli sarà il 5G, ormai irrinunciabile per ogni smartphone top di gamma che si rispetti, per il resto però si tratterà di dispositivi molto diversi fra loro. Mi9 Pro farà compiere all’interminabile serie Mi9 un altro passo verso l’eccellenza assoluta, grazie allo Snapdragon 855+, alla batteria da ben 4.000 mAh con ricarica rapida a 30 W e ad un display AMOLED da 6,39″, dotato di bordi curvi.

LEGGI ANCHE: Recensione Xiaomi Mi 9T Pro

Mi MIX 4 è invece chiamato a riscattare un predecessore che non ha mai convinto pienamente e lo farà a suon di numeri da capogiro. Come i 108 megapixel della fotocamera principale o i 90 Hz del display in risoluzione Quad HD+, che vanterà cornici sempre più risicate. Le novità potrebbero essere tali che, secondo alcuni rumor, Xiaomi alla fine lo rinominerà Mi MIX Alpha, ma per scoprire tutto sulle nuove punte di diamante del produttore basterà attendere soltanto una settimana.

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Se mentre giocate volete essere ‘cool’ (in tutti i sensi), non perdetevi le nuove cover di Razer! (foto)

Mon, 09/16/2019 - 10:29

Dopo il lancio del servizio di cover personalizzate per i principali modelli di smarphone, Razer continua ad occuparsi di accessori mobile presentando la serie di cover Arctech, pensate in modo specifico per i mobile gamer più accaniti. Chi si cimenta spesso in giochi 3D sul proprio smartphone, sa bene come le temperature elevate possano diventare un problema non da poco, per il fastidio al tatto, per l’incidenza sull’autonomia e per la possibile usura più rapida della componentistica interna. Ed ecco che le nuove cover di Razer entrano in campo.

Thermaphene

Grazie ad un particolare strato realizzato in Thermaphene – una combinazione di strati conduttivi termicamente – le Razer Arctech sono capaci di dissipare il calore in eccesso, per ridurre sensibilmente le temperature quando lo smartphone è sottoposto a sforzi sopra la media, a causa di intense sessioni di gioco. Se infatti le cover tradizionali non fanno altro che acuire il rischio di surriscaldamento, in test indipendenti le Razer Arctech hanno garantito temperature fino a 6°C inferiori rispetto alle concorrenti, per tutto il ciclo di prova di 2 ore, non raggiungendo mai la temperatura operativa massima consiglia dai produttori.

La serie di cover per il gaming di Razer constano di tre modelli distinti: Arctech Slim, per chi cerca protezione con il minimo impatto sulle dimensioni, Arctech Pro e Arctech Pro THS Edition, che dispongono di un retro resistente ai graffi e ben 4 rinforzi laterali. Le cover sono disponibili rispettivamente al prezzo di 34,99€, 44,99€ e 49,99€, per i nuovi iPhone 11, 11 Pro e 11 Pro Max, i predecessori iPhone XS, XS Max e XR, oltre a Razer Phone 2.

Menzione finale anche per Razer Blue Light Screen Protector, una pellicola protettiva resistente ai graffi e dotata anche di filtro anti luce blu, che protegge gli occhi degli utenti dall’affaticamento e da possibili disturbi del sonno causati da un utilizzo prolungato dei luminosi display odierni. Il prezzo è di 44,99€ e la compatibilità è con la maggior parte dei modelli di smartphone più diffusi, compresa la nuova serie iPhone 11.

Immagini Arctech Slim 1 vai alla fotogallery Immagini Arctech Pro 2 vai alla fotogallery Immagini Arctech Pro THS Edition 2 vai alla fotogallery Immagini Razer Blue Light Screen Protector 1 vai alla fotogallery Comunicato Stampa

NESSUNA COVER PER IPHONE È PIÙ “COOL” DI RAZER ARCTECH La gamma Arctech™ di Razer presenta uno strato in Thermaphene™ che mantiene più fresco il tuo telefono per prestazioni migliori e maggiore durata della batteria

Milano, 11 settembre 2019 – Razer™, il leader globale nel lifestyle gaming, annuncia una gamma di cover dotate di una nuovissima tecnologia di raffreddamento termico e compatibili con i nuovi iPhone 2019 (iPhone 11, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max), i modelli iPhone 2018 (iPhone Xr, Xs, Xs Max) e Razer Phone 2. La nuova gamma Razer Arctech™ sfrutta Thermaphene™, uno strato realizzato ad hoc da Razer che dissipa il calore, per ridurre sensibilmente le temperature quando il telefono è in funzione.

Poiché i device moderni sono in grado di far girare giochi dalle grafiche complesse, l’incremento delle temperature è diventata una problematica di rilievo – può ridurre le prestazioni e limitare la durata della batteria con effetti negativi sull’esperienza di gioco. La maggior parte delle cover aggravano il problema intrappolando il calore tra la cover e il telefono.

Le Razer Arctech presentano una combinazione di strati conduttivi termicamente in grado di disperdere in modo efficace il calore, assicurando migliori prestazioni e una maggiore durata della batteria. Sono state progettate per consentire un’eccellente connettività di rete, garantendo così la massima fluidità di gameplay e video streaming, funzionando inoltre senza problemi con i principali caricatori wireless certificati Qi.

“I possessori di smartphone vogliono proteggere il proprio device pur continuando a beneficiare del massimo di performance e durata della batteria”, afferma Alvin Cheung, Senior Vice President della peripherals business unit di Razer. “Le nuove cover Razer Arctech assicurano protezione estrema, un look stiloso e un efficace raffreddamento per sessioni di gioco ancora più lunghe”.

Perdere il calore, vincere la partita

Le cover Razer Arctech presentano tre strati:

  • Lo strato in Thermaphene per assorbire e allontanare il calore dal telefono, oltre a impedire che polvere e sporco entrino nella cover
  • Uno strato in micro-fibra morbida per avvolgere il device e proteggerlo dai graffi
  • Uno strato esterno bucherellato in policarbonato/termoplastica per proteggere lo smartphone contro urti e cadute.

Thermaphene è un materiale termicamente conduttivo che dissipa il calore. In test indipendenti tra cover simili, Razer Arctech ha garantito temperature fino a 6°C inferiori rispetto alle concorrenti. Per tutto il ciclo di prova di 2 ore, Razer Arctech ha mantenuto il telefono al di sotto della temperatura operativa massima consigliata dal produttore, mentre con le altre cover prese in esame essa ha superato tale livello dopo 20 minuti rimanendo costante per il resto del test.

Scegli la cover, “stay cool”

Le cover Razer Arctech sono disponibili in due versioni: Arctech Slim e Arctech Pro, entrambe dotate di Thermaphene per un raffreddamento potenziato. Ogni case sarà disponibile nei colori Nero, Quartz e Mercury.

La cover Arctech Slim è pensata per chi vuole protezione con il minimo impatto sul fattore forma  del proprio smartphone. Studiato per stare comodamente nel palmo della mano, il design di Arctech Slim completa il layout di porta e tasti dell’iPhone fornendo un’esperienza premium in termini di raffreddamento e protezione dai graffi.

Le cover Arctech Pro e Arctech Pro THS Edition dispongono di un retro resistente ai graffi, quattro rinforzi laterali per l’assorbimento degli urti e sono certificati per resistere a cadute da 3 metri, offrendo la massima protezione contro gli imprevisti dell’utilizzo quotidiano.

Le cover Razer Arctech saranno disponibili per i seguenti smartphone:

  • iPhone XS
  • iPhone XS Max
  • iPhone XR
  • iPhone 11
  • iPhone 11 Pro
  • iPhone 11 Pro Max
  • Razer Phone 2
Razer Blue Light Screen Protector

Novità di giornata anche il Razer Blue Light Screen Protector, salva schermo resistente ai graffi e filtro blue light, pensato per proteggere gli utenti dall’affaticamento agli occhi e il device da danni allo schermo.

The Blue Light Screen Protector filtra la luce a lunghezza d’onda più breve per ridurre il riverbero dello schermo, mantenendo al contempo la luminosità e la chiarezza del colore del display, per consentire sessioni di gioco o di streaming più lunghe.

Realizzato in vetro temperato ultrasottile e compatibile con la maggior parte degli smartphone, tra cui la nuova serie iPhone 11, Blue Light Screen Protector offre comunque funzionalità full touch ed è compatibile con Apple Touch ID.

PREZZO E DISPONIBILITÀ

Razer Arctech Slim
€34,99

Razer Arctech Pro
€44,99

Razer Arctech Pro THS Edition
49,99€

Blue Light Screen Protector
€44,99

Disponibile su Razer.com e Amazon.com

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Un stampante fotografica che vi entra in tasca? Sì, ci ha pensato Xiaomi (foto)

Sun, 09/15/2019 - 21:27

Xiaomi è da diverso tempo ben nota per produrre e commercializzare una grande varietà di prodotti. Per alcuni di questi spesso ricorre a progetti di crowdfunding, come la stampante fotografica portatile che vi stiamo per mostrare.

Il nuovo prodotto lanciato da Xiaomi si chiama Mi Portable Photo Printer e potete osservarne il design grazie alle immagini riportate nella galleria in basso: dimensionalmente la stampante di Xiaomi è davvero portatile, tanto che può entrare in tasca come un power bank. Il materiale di realizzazione è ignifugo e la stampante si avvale della tecnologia di stampa senza inchiostro ZINK. Il formato di stampa corrisponde ad una diagonale di 3 pollici ed attraverso l’app connesso per dispositivi è possibile personalizzare il formato di stampa.

LEGGI ANCHE: ecco il nuovo iPhone 11

Il progetto di crowdfunding che ha come protagonista la Mi Portable Photo Printer ha debuttato lo scorso 11 settembre in Cina ed è possibile finanziarlo versando l’equivalente di circa 38€.

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MediaTek Helio G90T vs Qualcomm Snapdragon 730G: chi avrà il trono dei processori gaming? (foto)

Sun, 09/15/2019 - 20:40

Recentemente due tra gli attori principali nel panorama dei produttori di processori per dispositivi mobili, Qualcomm e MediaTek, hanno svelato due SoC particolarmente rivolti per la fascia gaming del mercato degli smartphone Android. Chiaramente stiamo parlando dell’Helio G90T che vedremo su Redmi Note 8 e Snapdragon 730G. Di seguito trovate un confronto dettagliato tra specifiche tecniche dei due processori:

MediaTek Helio G90T Qualcomm Snapdragon 730G CPU octa-core – 4x ARM Cortex A55, frequenza di clock: fino a 2.05 GHz +4x Cortex A76, frequenza di clock: fino a 2.05 GHz – 12 nm, 64 bit

 

octa-core – 8x Kryo 470(2 x Kryo 470 Gold – Cortex A76 frequenza di clock: fino a 2.2 GHz + 6 x Kryo 470 Silver – Cortex A55 frequenza di clock: fino a 1.8 GHz) 8 nm, 64 bit GPU Mali G76 3EEMC4 800 MHz Adreno 618 Camera fino a 24 + 16 MP dual camera
fino a 64 MP single camera fino a 192 MP single camera
fino a 22 MP dual camera Video feature fino a 4K Ultra HD at 30 fps fino a 4K Ultra HD at 30 fps (video recording)
fino a 4K Ultra HD (video playback) Display fino a Full HD+ fino a Quad HD 3360 x 1440 pixels Connettività Wi-Fi 5
Bluetooth 5.0
Cellular Modem: LTE Cat.12 Download,  Cat.13  Upload Wi-Fi 5
Bluetooth 5.0
NFC
Cellular Modem: Snapdragon X15 LTE, up to 800 Mbps, upload speed up to 150 Mbps Memoria fino a 10 GB, dual-channel LPDDR4X at 2133 MHz
eMMC 5.1 / UFS 2.1 internal storage LPDDR4X Localizzazione GPS, GLONASS, Beidou, Galileo  GPS, GLONASS, Beidou, Galileo, QZSS, SBAS Ricarica batteria Ricarica rapida Qualcomm Quick Charge 4+

Passando ai test svolti sulla piattaforma AnTuTu, il SoC Helio G90T di MediaTek ha totalizzato dei punteggi migliori rispetto allo Snapdragon 730G: quello totale supera di circa 60.000 unità il punteggio del SoC di Qualcomm, e la differenza va ricercata anche nei punteggi parziali totalizzati dalle rispettive GPU. Infatti la Adreno 618 di Qualcomm ha raggiunto un punteggio parziale inferiore di circa il 20% di quanto fatto vedere dalla GPU di MediaTek.

Dal punto di vista dell’efficienza energetica dovrebbe invece vincere Qualcomm: lo Snapdragon 730G è realizzato con processo produttivo a 8 nm, il quale garantisce dei consumi molto contenuti rispetto ad Helio G90T, il quale è realizzato con processo produttivo a 12 nm.

In conclusione, è difficile dire quale sia il SoC “migliore” tra i due: Helio G90T sembra più performante mentre lo Snapdragon 730G meno energivoro. D’altro canto dobbiamo considerare che i punteggi sopra riportati provengono da una piattaforma di benchmarking. In sintesi, per un giudizio più realistico aspetteremmo di provare con mano questi due componenti su dispositivi reali, pur lodando il tentativo di MediaTek di “riabilitarsi” in un settore in cui ha sempre ceduto il passo a Qualcomm.

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L’app Google è un cantiere aperto: segnalibri sui Podcasts, Smart Screenshot e novità grafiche per Assistant (foto)

Sun, 09/15/2019 - 20:15

Google ha rilasciato un nuovo aggiornamento per la versione beta della sua omonima app per Android, corrispondente alla versione 10.16, che non ha introdotto particolari novità ma contiene diversi suggerimenti sulle funzionalità in fase di sviluppo.

Una delle funzionalità più rilevanti che sono attualmente in fase di sviluppo riguarda Google Podcasts: alcune stringhe contenute nel codice dell’app Google suggeriscono un imminente arrivo dei segnalibri. Come mostrato dagli esempi riportati nella galleria in basso, il player di Podcasts riceverebbe un nuovo pulsante per impostare un segnalibro, il quale sarebbe poi condivisibile e prenderebbe posto nella sezione apposita integrata nella schermata home dell’app.

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Altra novità di particolare rilevanza alla quale sta lavorando il team di sviluppo in Google consiste negli Smart Screenshot: come mostrato dalle immagini in galleria, la novità consisterebbe nella possibilità di modificare, condividere e analizzare con Lens gli screenshot appena acquisiti mediante la barra inferiore degli strumenti. Dunque, oltre a poter modificare l’immagine acquisiti mediante i classici strumenti sarà possibile anche effettuare una ricerca del testo o di oggetti specifici. Al momento non è chiaro se la novità sarà riservata alla sezione Search dell’app Google o a tutto il sistema Android.

Inoltre, il nuovo aggiornamento dell’app Google ha introdotto un piccolo tutorial per mostrare agli utenti che usano le gesture di Android 10 come attivare Google Assistant ed ha re-introdotto la possibilità di scegliere, dalle impostazioni dell’app Google, il metodo di input preferito per interagire con Google Assistant. Infine, sono stati scovati anche alcuni riferimenti al metodo di pagamento mediante riconoscimento facciale che, molto probabilmente, verrà integrato nei nuovi Pixel 4.

Ribadiamo che le principali novità descritte sopra non sono state ancora implementate nell’app Google. L’aggiornamento citato è rivolto al canale beta dell’app: a questo indirizzo potete iscrivervi al programma di beta testing ufficiale e qui sotto trovate il relativo badge di download.

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La serie Mi9 di Xiaomi è infinita: ecco le curve invitanti di Mi9 Pro (foto)

Sun, 09/15/2019 - 19:54

Xiaomi ha presentato diversi dispositivi della gamma Mi9, tutti caratterizzati da un prezzo molto competitivo per il mercato europeo. Nonostante siano già tanti gli smartphone presentati per questa serie, quasi da mandarci in confusione, il produttore cinese starebbe lavorando ad un nuovo Mi9 Pro.

Le immagini riportate nella galleria in basso mostrerebbero l’aspetto frontale del presunto Xiaomi Mi9 Pro: rispetto alla variante standard dello smartphone presentata diversi mesi fa vediamo dei bordi molto curvi del display. Bordi così curvi ci ricordano il presunto look frontale dei prossimi Huawei Mate 30.

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Al momento non abbiamo conferme che il dispositivo mostrato in foto sia il nuovo Mi9 Pro di Xiaomi. Vi terremo aggiornati sugli eventuali ulteriori sviluppi.

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Android 10 permette l’accesso multiplo al microfono da parte delle app: ne beneficerà sicuramente Assistant

Sun, 09/15/2019 - 12:59

Android 10 è arrivato ufficialmente da pochi giorni e su pochi dispositivi, e pian piano sta mostrando le diverse novità software più o meno visibili che ha apportato. Oggi parliamo di una novità meno evidente che potrebbe rivestire particolare importanza per il funzionamento di Assistant.

La nuova versione stabile del robottino verde permette l’accesso multiplo e contemporaneo al microfono del dispositivo da parte delle app: questo è scritto chiaramente nella documentazione riportata da Android Developers. La novità investe la condivisione del microfono da parte di più app: nello specifico per favorire la condivisione del microfono da parte dei servizi di accessibilità e Google Assistant.

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Dunque, la condivisione non sarà disponibile per due app di terze parti, in tal caso una delle due registrerà del silenzio dal microfono. Torneremo ad aggiornarvi appena emergeranno ulteriori risvolti pratici correlati a questa novità.

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Google Daydream sta morendo lentamente, qualcuno se ne sta accorgendo?

Sun, 09/15/2019 - 12:46

Google Daydream è la piattaforma per la realtà virtuale e la realtà aumentata che BigG ha lanciato qualche anno fa. Dopo una prima espansione, sia software che hardware, sembra che il servizio stia pian piano per essere messo da parte dalla stessa Google.

Una prima evidenza di questo consiste nella rimozione del supporto a Google Daydream da parte del servizio di streaming Hulu, essenzialmente attivo nel mercato statunitense. Altra evidenza molto più rilevante arriva da Google stessa: il sito ufficiale dedicato a Daydream non menziona nemmeno uno smartphone del 2019 che supporta il servizio. Infatti alla pagina dedicata, disponibile a questo indirizzo, troviamo solo Pixel 2, Galaxy S8 ed altri dispositivi di almeno un anno fa.

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Non sappiamo quali siano i piani futuri di Google nei confronti di Daydream. La realtà virtuale ancora non ha assunto un ruolo fondamentale nelle applicazioni tecnologiche quotidiane e Daydream rischia di avere un posto nel cimitero di Google.

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La carica della batteria del vostro smartphone: preoccupazione o ossessione? Uno studio prova a spiegarcelo

Sun, 09/15/2019 - 12:36

Lo smartphone è diventato un oggetto ormai quotidiano della nostra vita, e di conseguenza la sua autonomia ci influenza notevolmente. Lo smartphone ha ormai un ruolo principale in diversi spazi della nostra giornata, a patto che la batteria sia abbastanza carica da permetterci di usarlo.

Uno studio condotto da Thomas Robinson, docente della Cass Business School di Londra, ha cercato di analizzare quanto il livello di carica della batteria del nostro smartphone può influenzarci psicologicamente. L’accostamento è abbastanza logico, essendo un oggetto quotidiano ed ormai centrale della vita, un po’ come il livello del serbatoio del carburante quando ci apprestiamo a fare un lungo viaggio in auto. Secondo lo studio citato, è emerso che un livello di carica alto fa sentire bene gli utenti, mentre un livello basso causa dei malumori, ansia e timori.

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Un livello di carica alto suggerisce sentimenti positivi agli intervistati durante lo studio, fornendo dei buoni propositi per l’intera giornata. Un livello di carica basso (circa il 30%) implica delle preoccupazioni su come affrontare l’intera giornata per la maggior parte degli intervistati.

Un altro aspetto particolare ed interessante emerso dallo studio consiste nel fatto che la maggior parte degli intervistati giudica le altre persone anche in base a come gestiscono la carica della batteria: chi ha un dispositivo sempre carico a metà, o quasi scarico, corrisponde ad un profilo di una persona sbadata o poco affidabile; chi ha lo smartphone sempre carico, o comunque pensa sempre a come averlo carico fino alla fine della giornata, suggerisce fiducia e affidabilità ma anche pignoleria e, al limite, ossessione.

Se foste particolarmente interessati alla questione vi suggeriamo di leggere lo studio completo di Robinson, disponibile a questo indirizzo. Vi ritrovate nelle considerazioni emerse dallo studio?

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Si parla già di Meizu 17 e di una sua bellissima peculiarità, che però potreste odiare (foto)

Sun, 09/15/2019 - 12:26

Meizu 16s Pro è stato svelato ufficialmente soltanto poche settimane fa, ma il produttore cinese sembra già proiettato sul prossimo futuro. Seguendo la numerazione inaugurata in occasione del suo 15esimo anniversario, il prossimo top di gamma dell’azienda dovrebbe chiamarsi Meizu 17 e potremmo anche già conoscerne il design complessivo.

Sono infatti trapelati in rete i primi render attribuiti a Meizu 17, che mettono in mostra un design non molto dissimile da quello che caratterizza il predecessore Meizu 16s Pro, se non fosse per un particolare che salta subito all’occhio: i bordi dell’ampio display risultano infatti curvi ai lati, riprendendo una consuetudine di lunga data degli smartphone di punta di Samsung.

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Una peculiarità da anni discussa dagli utenti, che ne hanno sempre apprezzato l’impatto visivo, ma spesso odiato il drastico calo di praticità ed ergonomia. Molto dipenderà dall’incidenza di questa curvatura, ma siamo sicuri che in molti fra voi non accoglieranno con favore questa possibile novità.

Infine, diamo un’occhiata anche al retro del presunto Meizu 17, anche in questo caso una semplice variazione sul tema dei suoi predecessori. La superficie posteriore appare infatti molto pulita e minimale, in cui trova spazio una tripla fotocamera a semaforo in alto a sinistra, insieme ad un suggestivo anello LED. Il sensore principale dovrebbe essere da 48 megapixel e questo è l’unico dettagli sulle specifiche che al momento possiamo desumere. Di sicuro ne sentiremo nuovamente parlare nei prossimi mesi.

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Android 10 e modalità scura: con un’app e ADB potete colmare la lacuna più grande lasciata da Google (foto)

Sun, 09/15/2019 - 12:26

Se avete dato un’occhiata alla nostra recensione di Android 10, avrete notato che sì, è stato aggiunto il tema scuro a livello di sistema, ma non è possibile impostarlo in base all’orario. Si tratta di una funzione che era presente nelle prime Beta, ma che è stata poi rimossa da Google perché avrebbe potuto influire negativamente l’esperienza utente (dato che le app si riavviavano allo scattare dell’ora prefissata).

Ma, si sa, per alcuni questa possibilità è fondamentale. Ecco quindi che in nostro aiuto viene un’app di terze parti e un po’ di ADB. L’app si chiama Automatic Dark Theme for Android 10 ed è scaricabile dal Play Store.

Procedimento per ottenere il tema scuro automatico in base all’orario

I requisiti per poterlo avere nel vostro smartphone sono:

  • Smartphone con Android 10, che si tratti di una versione stabile o beta (vale anche per le Custom ROM)
  • ADB installato nel vostro PC (qui come installarlo)

I passi da seguire per arrivare al risultato finale sono i seguenti:

  1. Installare Automatic Dark Theme for Android 10 (tramite questo link o il badge a fine articolo)
  2. Collegare lo smartphone al PC e avviare un prompt dei comandi nella stessa cartella dove sono presenti i file di ADB
  3. Aprire l’app nel telefono
  4. Eseguire uno di questi comandi in base al terminale aperto:
    • Windows 10 Command Prompt:
      adb shell pm grant com.cannic.apps.automaticdarktheme android.permission.WRITE_SECURE_SETTINGS
    • Windows 10 PowerShell:
      .\adb shell pm grant com.cannic.apps.automaticdarktheme android.permission.WRITE_SECURE_SETTINGS
    • macOS/Linux Terminal:
      ./adb shell pm grant com.cannic.apps.automaticdarktheme android.permission.WRITE_SECURE_SETTINGS
  5. Impostare le proprie preferenze all’interno dell’app. Una di queste (per noi fondamentale) è il fatto che l’app cambi tema solamente quanto lo smartphone è bloccato: in questo modo eviterete di trovarvi con un’app che si riavvia mentre la state usando
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Si tratta di un lavoro in divenire: lo sviluppatore sta già pensando ad altre funzioni da implementare, come l’aggiunta della modalità scura in base all’alba e al tramonto.

È comunque un peccato che si debba ricorrere ad app di terze parti per fare qualcosa che Google avrebbe dovuto implementare già dall’inizio. Cosa ne pensate?

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Preparatevi: OPPO sta per invadere il nostro mercato con (troppi!) nuovi modelli (foto)

Sun, 09/15/2019 - 12:07

OPPO ha tantissime serie di smartphone: dalla nuova linea Reno (rimpolpata poco fa di tre nuovi modelli) alla “vecchia” serie Find.  Pare però che non gli basti: ha infatti registrato presso EUIPO (European Union Intellectual Property Office) ben 13 nuovi nomi di smartphone, tutti sotto la serie Z.

I nomi registrati sono: 2Z, 3Z, 4Z, 5Z, 6Z, 7Z, 8Z, 9Z, 10Z, 20Z, 30Z, 40Z e 50Z. Certo, qualcuno potrebbe confondere OPPO 2Z con OPPO Reno 2Z, ma si tratta di smartphone diversi, appartenenti a serie diverse. Infatti, la serie Z è del tutto nuova (ma non inaspettata): nessuno smartphone è ancora stato rilasciato.

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È difficile provare a immaginare cosa tirerà fuori OPPO dal cilindro. Fotocamera sotto al display? Nuovo OS? Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo, potete dare un’occhiata a tutti i trademark: 2Z3Z4Z5Z6Z7Z8Z9Z10Z20Z30Z40Z50Z.

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Fast Share si candida ad essere l’AirDrop di Android: uno sguardo approfondito a come funzionerà (foto)

Sun, 09/15/2019 - 12:05

Diversi mesi fa abbiamo iniziato a parlare  di Fast Share, il metodo di condivisione rapida che Google starebbe sviluppando per sostituire Android Beam e competere concretamente con AirDrop di Apple. Oggi riusciamo a dare più di un’occhiata alla sua interfaccia grafica.

Le immagini che vedete qui in basso, trapelate grazie al lavoro di XDA che ha decompilato parte del codice contenuto in Android 10, mostrano quella che dovrebbe essere la reale interfaccia grafica di Fast Share. La gestione dei dispositivi connessi mediante questo nuovo metodo di condivisione sarebbe allocata tra le impostazioni di sistema, alla voce Preferenze di connessione nella sezione Dispositivi connessi.

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Relativamente all’invio dei file con Fast Share, verrà proposta la relativa alternativa di condivisione quando si selezionano uno o più file: una volta selezionato il destinatario, il trasferimento avverrà previa conferma dello stesso PIN tra mittente e destinatario. Al momento non è chiaro se la condivisione sarà compatibile anche verso dispositivi iOS, Wear OS e Chrome OS.

Qui sotto vedete l’interfaccia grafica relativa alla ricezione dei file: si riceverà una notifica che alla sua apertura richiederà il PIN che abbiamo citato sopra. All’accettazione del file sarà possibile impostare una visibilità preferita nei confronti di quel mittente.

Al momento rimangono ignote le tempistiche di distribuzione di Fast Share per Android. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi.

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Alla ricerca di una nuova app meteo? Provate Bowvie Weather, che supporta il tema scuro di Android 10! (foto)

Sun, 09/15/2019 - 11:59

Conoscere in anticipo le condizioni metereologiche della meta prescelta per una gita fuori porta, oppure della nostra stessa città se l’indomani progettiamo di recarci al lavoro in bicicletta, è una prassi quantomai importante, che appassiona un numero sempre crescente di persone. Lo smartphone è da tempo diventato il nostro Giuliacci di fiducia, ma capita che sorgano dei dubbi sulla bontà del servizio meteo a cui ci affidiamo regolarmente. Se state progettando di provare qualche nuova app, date un’occhiata a Bowvie Weather.

Si tratta di un’app meteo da poco lanciata sul Play Store, ma già capace di attirare l’attenzione per un look accattivante e per il supporto al tema scuro del neonato Android 10. Per le previsioni che vi fornirà, Bowvie Weather si appoggia al servizio OpenWeather e sono tante le funzioni e i dati che vi metterà a disposizione.

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Potrete infatti conoscere le previsioni del tempo accurate (si spera!) fino a 5 giorni di una selezione di città preferite con una suggestiva galleria di immagini a tema e widget annesso, ma potrete approfondire anche le previsioni scandagliando i dati a vostra disposizione, come quelli relativi al movimento delle correnti temporalesche. Bowvie Weather è scaricabile gratuitamente dal Play Store, ma presenta una serie di banner pubblicitari.

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Satelliti Galileo: quanti utenti nel mondo sono connessi?

Sun, 09/15/2019 - 11:41

È ormai qualche anno che è attivo il sistema satellitare europeo Galileo, il quale permette di fornire servizi basati sulla geolocalizzazione. La stessa Commissione europea, in occasione del 15esimo anniversario dell’Agenzia del Global Navigation Satellite System europeo (che collabora nella gestione di Galileo), ha diramato una nota che ci mostra un importante traguardo.

Galileo ha infatti raggiunto 1 miliardo di utenti smartphone in tutto il mondo. Si tratta di un valore strabiliante, se si pensa che il sistema satellitare è attivo da fine 2016. Questo è anche dovuto al fatto che il 95% delle aziende che producono chip supportano questa tecnologia.

Come è stato calcolato questo valore? Semplice: si basa sul numero di smartphone venduti al mondo che utilizzano Galileo. Vi sembra un valore che sovrastimi il numero di utenti Galileo? Tutt’altro: si basa solo sul mercato smartphone, e quindi non prende in considerazione altri settori. Per fare un esempio, tutte le auto omologate in Europa ora solo dotati di sistema eCall, il quale usa Galileo per comunicare la posizione ai servizi di emergenza.

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Galileo è usato per i tachigrafi digitali dei camion (da quest’anno), per i servizi di ricerca e salvataggio e, in futuro, anche per gestire casi di emergenze. Grazie a lui, la precisione di localizzazione è passata da 10 km a meno di 2 km.

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