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Updated: 2 hours 42 min ago

La serie Mi9T va davvero forte e Xiaomi festeggia il record di vendite in soli 4 mesi

Wed, 09/18/2019 - 18:20

Se 3 milioni di smartphone vi sembrano pochi è solo perché probabilmente non avete tenuto conto del fatto che la cifra è stata registrata in soli 4 mesi. Stando alle cifre interne elaborate dalla stessa Xiaomi e pubblicati con un post su Facebook, tante sono le singole unità contabilizzate in tutto il mondo. A guardare anche le scritte in piccolo scopriamo poi che il totale comprende anche i vari dispositivi della famiglia Redmi K20, stesso modello dal nome diverso per il mercato cinese.

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Xiaomi Mi 9T e Mi 9T Pro si sono fatti notare sin da prima del lancio come i prossimi top di gamma a prezzo contenuto – evitando la ormai abusata espressione “flagship killer”. Se non sapete di cosa si parla potete leggervi le nostre recensioni delle due varianti o anche il confronto con altri modelli con caratteristiche e prezzo simili. Al di là del prezzo, se la fantastica colorazione perlata o il prossimo arrivo di Android 10 ancora non vi hanno convinto, potete lasciarvi tentare dal risultato dei test di resistenza effettuati dal ‘solito’ Zack.

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Finalmente potete condividere su Facebook il vostro Stato su WhatsApp! (aggiornato: Facebook Pay)

Wed, 09/18/2019 - 17:30

WhatsApp ha abilitato per tutti una funzione legato alle Storie / Stato, che dir si voglia, ovvero la possibilità di condividerle anche su Facebook. Questa stessa opzione era già comparsa a partire dalla versione 2.19.184 e dovrebbe ormai essere arrivata per tutti con la 2.19.260. Se così non fosse, l’attesa dovrebbe ormai essere breve.

L’utilizzo poi è quantomai semplice. Vi basterà creare un nuovo Stato, che sia foto, video o testo non fa differenza, e dopo averlo pubblicato, subito sotto, avrete una chiara scritta “condividi nella storia di Facebook“. Premeteci sopra e si aprirà l’app di Facebook installata nel vostro smartphone (ovviamente dovrete avere quest’ultima per poter condividere lo Stato, e Facebook Lite al momento non è supportata). In alternativa, premendo sullo Stato e poi sui tre pallini alla sua destra, tra le altre opzioni presenti nel menu a tendina che comparirà troverete anche condividi su Facebook.

In entrambi i casi è tutto molto semplice e non richiede particolari spiegazioni. Gli screenshot qui sotto sono già un fulgido esempio.

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Sempre nella versione 2.19.260, attualmente in beta, per alcuni è presente un’opzione per nascondere gli Stati disattivati. In pratica, se aveste disattivato alcune storie dei vostri contatti, potrete anche nasconderle premendo sulla barra dove c’è scritto “aggiornamenti disattivati“, ed allo stesso modo le farete ricomparire. È giusto un modo per risparmiare spazio, nel caso aveste tanti Stati nascosti.

@WABetaInfo final got Muted updates feature to hide muted statues in @WhatsApp in latest beta 2.16.260 pic.twitter.com/0Eb1KuowrN

— saigopi (@saigopi_me) September 18, 2019

AggiornamentoDATA

Sempre nell’ultima beta di WhatsApp, ci sono riferimenti (nascosti) a Facebook Pay, il sistema di pagamenti mobili cui il social network sta lavorando. Tutto quello che abbiamo da mostrarvi al momento è lo screenshot qui sotto che viene dal Brasile, ma chiariamo che in Italia questa opzione non è in alcun modo visibile né funzionante.

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Facebook Portal si rinnova ed arriva in Italia: 4 modelli, a partire da 149€, con chiamate anche su WhatsApp

Wed, 09/18/2019 - 16:26

Facebook porta in Italia la famiglia Portal (gioco di parole voluto), una serie di smart display votati alle video chiamate ed all’ascolto di musica, per lo più.

Facebook Portal: Caratteristiche a confronto

La famiglia Portal oggi si allarga ed arriva a comprendere 4 dispositivi. Tre di questi sono dei display, il quarto, Portal TV, utilizza lo schermo del televisore per mostrare le immagini, e di fatto è una “webcam smart”. Ma per avere un rapido colpo d’occhio sulle caratteristiche dei vari modelli, potete dare un’occhiata alla tabella seguente.

Portal TV Portal Mini Portal Portal+ Display na 8 pollici HD 10 pollici HD 15,6 pollici (portrait) Fotocamera 12,5 megapixel, FOV 120° 13 megapixel, FOV 114° 13 megapixel, FOV 114° 12,5 megapixel, FOV 140° 8 4 4 4 Speaker na 10W, stereo frontale + subwoofer 10W, stereo frontale + subwoofer Serie di tweeter da 50,8mm + woofer da 101mm Dimensioni 31,75 mm h x 190,5 mm l x 57,15 mm p 150,11 mm h x 214,63 mm l x 127 mm p 178,56 mm h x 259,84 mm l x 141,22 mm p 449,83 mm h x 145,54 mm l x 223 mm p

Per i più attenti alla privacy, Portal consente di disabilitare microfoni e videocamera in maniera rapida dalle impostazioni: un LED rosso indica che sono disabilitati, in modo che sappiate sempre in che stato si trovano.

Inoltre è stata aggiunta la possibilità di (video) chiamare tramite WhatsApp, oltre al predefinito Facebook Messenger. Tutte le chiamate WhatsApp fatte tramite Portal sono crittografate end-to-end.

La funzione Story Time racconta favole in modo diverso dal solito, con animazioni, musica ed effetti in realtà aumentata, anche se non siamo del tutto convinti della loro localizzazione in italiano. Portal TV permette invece di guardare contenuti da Facebook Watch, ma non c’è menzione degli altri modelli al riguardo.

Non manca l’aspetto multimediale, grazie all’integrazione con Alexa (potete ovviamente dire “Hey Portal“, ma per ora non sarà disponibile in Italia) e soprattutto con Prime Video e vari servizi di streaming musicale, quali Spotify, Pandora ed iHeartRadio.

In condizioni di stand-by, Portal è una cornice digitale, che mostra non solo foto ma anche video e gli immancabili promemoria di compleanno (altrimenti non sarebbe un prodotto di Facebook).

Uscita e Prezzo

I prodotti Facebook Portal sono ordinabili direttamente dal sito ufficiale (ancora non completamente localizzato in italiano) e da partner selezionati (abbiamo cercato su Amazon, per ora senza successo). Portal, Portal Mini e Portal+ dovrebbero essere spediti a partire dal 16 ottobre, mentre Portal TV dal 6 novembre. I prezzi sono i seguenti (ma tenete conto che ordinando almeno due prodotti avrete uno sconto di 50€)

  • Portal Mini: 149€
  • Portal: 199€
  • Portal+: 299€
  • Portal TV: 169€

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Volantino Expert “Prezzi KO!” 19 set – 2 ott: acquisto in 10 o 20 rate a tasso zero (foto)

Wed, 09/18/2019 - 15:58

Ripartiranno domani 19 settembre e andranno avanti fino al 2 ottobre 2019 le promozioni del volantino ExpertPrezzi KO!”, pubblicato nelle ultime ore dal sito PromoQui. Il punto focale dell’offerta sta nel metodo di pagamento: è possibile acquistare i prodotti anche in 10 o 20 rate a tasso zero.

Le proposte più interessante sul versante smartphone sono Huawei Mate 20 Lite a 179€, Samsung Galaxy A40 a 229€, Honor 20 a 399€ e Huawei P30 a 599€. Ci sono buoni prezzi anche per gli smartwatch, in particolare per Fitbit Versa, Huawei Watch GT e il nuovissimo Samsung Galaxy Watch Active 2.

Segnaliamo tagli di prezzi importanti per i notebook, come il 15,6″ di HP a 299€, e soprattutto per i TV 4K HDR: qui avete l’imbarazzo della scelta, con vari modelli Samsung, LG, Sony e Panasonic in super sconto.

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Di seguito trovate la galleria d’immagini relativa al nuovo volantino Expert, con tutte le offerte per le categorie citate. Se volete consultare anche quelle dedicate agli elettrodomestici, trovate le informazioni sul sito di PromoQui a questo indirizzo.

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Volantino Expert “Prezzi KO!”

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DxOMark si evolve come le fotocamere degli smartphone: nuovi punteggi Wide e Night, le classifiche si muovono (foto)

Wed, 09/18/2019 - 15:28

DxOMark dal lontano 2012 fornisce una voce sulla valutazione dei comparti fotografici degli smartphone in commercio. Nel corso del tempo il suo giudizio è stato preso sempre più in considerazione dagli utenti, dalla stampa tech e dai produttori stessi. Il team francese dietro DxOMark ha appena annunciato una sorta mini-rivoluzione dei test che effettua sulle fotocamere degli smartphone, con lo scopo principale di adattarsi alle novità del settore.

DxOMark ha infatti annunciato che ad ogni nuova recensione del comparto fotografico di smartphone aggiungerà delle specifiche sottocategorie denominate Wide e Night, con lo scopo di valutare le performance dei sensori grandangolari e delle modalità di scatto notturno che ormai gran parte degli smartphone in commercio offrono agli utenti. Queste due nuove sottocategorie riceveranno una valutazione indipendente, la quale contribuirà al punteggio parziale assegnato al comparto fotografico dello smartphone testato.

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Le novità però non sono finite: DxOMark ha affermato di aver rinominato il protocollo sperimentale che esegue sugli smartphone in test da DXOMARK Mobile a DXOMARK Camera. I nuovi protocolli per eseguire i test Wide e Night implicano delle sessioni di sample fotografici scattate in varie condizioni, all’aperto ed all’interno, ed a diversi tipologie di soggetti. I test che verranno eseguiti per la sottocategoria Night includeranno diverse condizioni di bassa luminosità e l’utilizzo o meno del flash. A questo indirizzo potete reperire ulteriori dettagli sui test Wide, mentre a quest’altro tutti i dettagli sui test Night.

Questa novità appena annunciata da DxOMark ha avuto delle ripercussioni anche su diverse valutazioni già eseguite. Il team francese ha spiegato che per alcuni smartphone già valutati è stata aggiornata la recensione del comparto fotografico tenendo conto delle nuove sottocategorie: gli smartphone che rientrano in questo caso sono Samsung Galaxy S10 5G, Google Pixel 3, Huawei Mate 20, Lenovo Z6 Pro, Honor 20 Pro, Xiaomi Mi 9, Huawei P30 Pro e Samsung Galaxy Note 10+ 5G. Per questi dispositivi il punteggio finale è cambiato, la tabella nella galleria in basso riassume tutte le variazioni di punteggio.

Per altri dispositivi, come Apple iPhone XS Max, LG G8, Sony Xperia 1 e Nokia 9 PureView, sono stati semplicemente aggiornati i punteggi finali delle valutazioni considerando le nuove due sottocategorie. Per tutti gli altri smartphone già valutati da DxOMark non si terrà conto dei test Wide e Night.

Inoltre, le successive due tabelle riportate in galleria mostrano i punteggi ottenuti dagli smartphone sopracitati nella nuove sottocategorie Wide e Night. Huawei e Samsung si sono fatte ben valere nell’ambito della modalità di scatto Night, immediatamente seguite da Google Pixel 3. Relativamente alla sottocategoria Wide i re indiscussi sono Samsung Galaxy S10 5G e Galaxy Note 10+ 5G.

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MediaWorld “X Days” 18-26 settembre: ottimi prezzi per Galaxy S10+ e TV 4K HDR (foto)

Wed, 09/18/2019 - 15:12

Tornano in grande stile le offerte tecnologiche a marchio MediaWorld della serie “X Days“, disponibili solo online dal 18 al 26 settembre 2019. Sono centinaia i prodotti disponibili a prezzo scontato, dunque avrete ottime opportunità di risparmio per l’acquisto di smartphone, notebook, fotocamere, tablet, TV 4K, accessori smart e tanto altro.

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Ricordiamo che è prevista la consegna gratuita su tutti i prodotti, quindi non ci sono costi aggiuntivi per l’acquisto. Di seguito trovate una selezione delle migliori offerte, ma per dare un’occhiata anche agli elettrodomestici e agli altri articoli vi basta andare a questo indirizzo.

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La compilazione automatica dei codici SMS sta arrivando su Android: l’avete ricevuta? (foto)

Wed, 09/18/2019 - 14:56

Quando ci si iscrive ad alcuni servizi online o si tenta di accedere ad un servizio tramite un nuovo dispositivo si può incorrere nella procedura di sicurezza che richiede un codice di verifica inviato via SMS. In questo caso la possibilità di completare automaticamente il campo del PIN ricevuto via SMS assume un certo grado di utilità.

La compilazione automatica dei codici di verifica è una funzionalità subordinata alle API denominate Google SMS Retriever. Stando a quanto notato da alcuni utenti su XDA, Google avrebbe iniziato a distribuire la funzionalità ai dispositivi Android tramite un aggiornamento dei Google Play Services. Coloro che l’hanno ricevuto dovrebbero poter abilitare la feature attraverso le impostazioni di sistema, alla voce “Compilazione automatica dei codici di verifica” presente alla sezione “Google” (abbiamo riportato alcuni screenshot d’esempio in galleria).

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Non è chiaro secondo quale criterio Google stia distribuendo la novità. Noi abbiamo potuto verificarne la ricezione su Pixel 2 XL aggiornato ad Android 10 mentre altri utenti ne hanno segnalato la ricezione con la versione 19.2.75 di Play Services.

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Action Dash 5.0: ecco le novità per il Digital Wellbeing del creatore di Action Launcher (foto)

Wed, 09/18/2019 - 13:33

Chris Lacy è la persona al quale si vede l’esistenza di Action Launcher, uno dei launcher di terze parti più supportato ed apprezzato nel panorama dei dispositivi Android. Al fianco del launcher Lacy ha lanciato anche Action Dash, una sorta di Digital Wellbeing rivisto per adattarsi meglio alle esigenze degli utenti.

L’ultimo aggiornamento per Action Dash è stato rilasciato da poche ore e fa riferimento alla versione 5.0. Le novità introdotte sono consistenti:

  • Fresh Start, è una funzionalità molto attuale ed intelligente che consiste nel forzare lo smartphone a tornare alla schermata home dopo un certo tempo che è stato in standby. Questo per risolvere l’eventualità nella quale andiamo a sbloccare il dispositivo con l’intento di svolgere una certa attività ma poi veniamo distratti dallo stesso smartphone che era rimasto nell’interfaccia di una specifica app, come ad esempio Instagram, la quale potrebbe distrarci e farci perdere di vista l’attività per la quale avevamo sbloccato lo smartphone.
  • Miglioramenti alle programmazioni di Focus Mode, sarà possibile impostare la modalità Focus bloccando specifiche app per l’intera giornata o programmandone il blocco per il weekend. La modalità Focus sarà programmabile anche per gruppi di app.
  • Anche Google Discover può essere incluso tra le app bloccate nell’ambito della Focus Mode.
  • Possibilità di impostare una lingua indipendente da quella impostata a livello di sistema.
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Alla fine del post con il quale Chris Lacy ha descritto le novità della versione 5.0 di Action Dash, troviamo un particolare quanto interessante prospetto che ha lo scopo di confrontare le funzionalità di Action Dash con quelle offerte da Digital Weelbeing. Lo trovate nella galleria qui sotto.

L’aggiornamento descritto è in fase di distribuzione automatica attraverso il Play Store, trovate il relativo badge di download direttamente qui sotto. Se non volete aspettarne la ricezione automatica vi suggeriamo di scaricare ed installare manualmente la nuova versione attraverso il link sottostante.

Action Dash 5.0 | Download

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Galaxy S8/S8+, Galaxy A80 e Galaxy A5 (2017) ricevono le patch di sicurezza

Wed, 09/18/2019 - 13:05

Samsung sta rilasciando in molti paesi, europei e non, i nuovi aggiornamenti di sistema per tre dispositivi: Galaxy S8/S8+, Galaxy A80 e Galaxy A5 (2017).

Per quanto riguarda il top di gamma del 2017, il software è stato avvisato in alcuni paesi europei (tra cui l’Italia) con codice G95*FXXS5DSI1. Il Galaxy A80 sta invece facendo capolino in Sud America, con codice A805FXXS2ASI2.

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Si parte dall’Europa dell’est per l’ultimo dei tre menzionati sopra, la cui nuova versione software porta il codice A520FXXUBCSI1. Andate nelle impostazioni e controllate manualmente la presenza di nuovi firmware – è ormai questione di ore – ma non aspettatevi nulla di più oltre alle patch e ai classici bugfix.

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OnePlus 7T Pro con un design posteriore diverso dal 7T? Ecco un nuovo render! (foto)

Wed, 09/18/2019 - 12:48

Avevamo già intuito, grazie ad alcune cover trapelate la settimana scorsa, che i due OnePlus 7T potessero avere design estremamente diversi nel comparto della fotocamera posteriore.

A fugare ogni dubbio ci ha pensato Pete Lau, che ieri se ne è uscito su Twitter pubblicando un’immagine ufficiale del nuovo modello base di OnePlus 7T con il peculiare “oblò” nel posteriore.

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Quella di oggi invece suona come ulteriore conferma della continuità stilistica per quanto riguarda il modello Pro della serie, che dovrebbe conservare la disposizione verticale dei sensori fotografici.

In allegato potete vedere un render pubblicato dal noto OnLeaks, il quale conferma anche con un commento la differenza estetica tra i due terminali. Non ci resta che aspettare il 26 settembre per la presentazione in terra indiana, con l’Europa che dovrà aspettare qualche giorno in più.

And to close the #OnePlus7T Series case for good, check out this official and high-resolution #OnePlus7TPro press render, on behalf of my Friends over @igeeksblog -> https://t.co/xOH1kdXvej pic.twitter.com/PHi6pJJxCS

— Steve H.McFly (@OnLeaks) September 18, 2019

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Quanta carne al fuoco per l’app Google: novità per il widget, Podcasts, condivisione di immagini attraverso Assistant (foto)

Wed, 09/18/2019 - 12:45

Google ha rilasciato l’ennesimo aggiornamento per la versione beta della sua omonima app su Android, il quale come di consueto non contiene particolari novità implementate pubblicamente ma include una serie di riferimenti alle funzionalità in fase di sviluppo da parte di Google.

Questi riferimenti sono individuabili mediante il teardown dell’apk, una sorta di analisi dettagliata del codice che avviene piuttosto manualmente. Spesso i riferimenti relativi alle funzionalità in fase di sviluppo non si riferiscono soltanto all’app Google ma anche agli altri servizi ed app di BigG. In questo caso il team di XDA ha evidenziato alcune novità che potrebbero arrivare per il widget di ricerca Google: consisterebbero in suggerimenti forniti da Gboard non in base alla cronologia di ricerca ma in base alle tendenze Google. In alcuni casi sono state avvistate anche delle scorciatoie per aprire Lens in fase di ricerca.

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Inoltre, il widget At a glance potrebbe ricevere ulteriori novità: si tratta di nuove informazioni che sarebbero visualizzabili dal widget, l’esempio qui sotto mostra come sarebbe possibile abilitare le nuove informazioni dalle impostazioni dell’app Google che corrispondono ai promemoria impostati, sveglie impostate e ad altre funzioni sperimentali non specificate.

Altre novità sarebbero in fase di sviluppo per Discover, il nuovo feed delle notizie di Google per dispositivi mobili: secondo il teardown del recente apk potrebbe arrivare una nuova sezione di personalizzazione dei propri interessi più semplice e intuitiva rispetto a quella attuale, utile appunto a gestire i contenuti proposti dal feed.

Google Podcasts è tra i servizi che potrebbero presto ricevere alcune novità: i riferimenti scovati durante il teardown suggeriscono che il team di sviluppo sta lavorando ad un rinnovamento dell’interfaccia grafica per l’app del noto servizio di streaming Google. Avete alcuni esempi proprio qui sotto.

Infine, altre novità in arrivo sarebbero state scovate anche per Google Assistant: chiedendo all’assistente di ricercare un tipo di foto nella propria raccolta Foto si otterrà un elenco di immagini pertinenti; la novità consiste nel poter selezionare, mediante pressione prolungata, le immagini per poi condividerle direttamente da Assistant. La novità è stata avvistata da alcuni utenti e pertanto crediamo che sia in fase di distribuzione via server.

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Polar Ignite al miglior prezzo: lo smartwatch che vi fa allenare meglio

Wed, 09/18/2019 - 12:30

Polar Ignite è uno smartwatch pensato per gli appassionati di corsa, ma non solo. Se siete amanti del fitness, sarete felici di sapere che oggi potete acquistarlo in offerta su Amazon al prezzo più basso mai proposto, vale a dire 189,99€.

La cassa circolare e il display a colori caratterizzano l’elegante design di questo modello, sportivo e raffinato al punto giusto. Il suo punto di forza è però l’attitudine smart, grazie alle tante funzioni di tracciamento e ai sensori integrati: sul retro c’è quello per il monitoraggio del battito cardiaco, mentre all’interno è presente il GPS. Non mancano il tracciamento del sonno e le guide all’allenamento, che permettono di correre, nuotare, pedalare e fare altri esercizi in maniera più precisa.

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Dal link in basso potete accedere all’offerta a tempo limitato dedicata a Polar Ignite, che potrebbe avere una scadenza a breve termine. Sulla pagina Amazon ci sono altre informazioni relative a questo modello.

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Redmi Note 8 Pro minaccia la concorrenza europea a suon di prezzi stracciati, ma c’è una possibile sbavatura

Wed, 09/18/2019 - 12:19

Dopo lo strepitoso successo riscosso da Redmi Note 7 – lo smartphone di debutto di Redmi, come marchio indipendente – a fine agosto abbiamo assistito alla presentazione ufficiale di suoi successori, Redmi Note 8 e Redmi Note 8 Pro. Quest’ultimo si appresta a diventare il nuovo alfiere di casa Xiaomi nella fascia media del mercato europeo e finalmente arrivano le prime indiscrezioni sui possibili prezzi di vendita.

Redmi Note 8 Pro è stato accolto da pareri contrastanti. Sulla carta infatti, da un lato brilla per il comparto fotografico con sensore principale da ben 64 megapixel affiancato da altre 3 fotocamere posteriori, dall’altro c’è più di una perplessità sul SoC Helio G90T che lo animerà, a causa della fama non proprio invidiabile di MediaTek. Ciò a cui però non rinuncerà, sarà il solito eccellente rapporto qualità prezzo.

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Secondo le prime voci diffuse dal leakster Sudhanshu Ambhore, la variante da 6 GB di RAM e 64 GB di memoria interna costerà in Europa 259€, mentre quella da 6/128 GB si assesterà sui 289€. I più attenti di voi si saranno però accorti di un grande assente, ovvero il taglio di memoria da 8/128 GB, che potrebbe rimanere esclusivo del mercato orientale. Ancora nessun accenno sulla possibile data di disponibilità del nuovo dispositivo nel Vecchio Continente.

Some European retailers have listed the #Xiaomi #RedmiNote8Pro for the following prices-
6GB+64GB @ 259 Euros
6GB+128GB @ 289 Euros pic.twitter.com/hK6j45baWA

— Sudhanshu Ambhore (@Sudhanshu1414) September 17, 2019

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La storia di come Google abbia sbagliato tutto lo sbagliabile con gli smartwatch

Wed, 09/18/2019 - 12:10

Chiunque segua il mondo mobile è ormai cosciente del successo di Apple Watch, ed allo stesso modo è cosciente di come Google abbia palesemente perso il treno, nonostante ci fosse salito sopra per primo. Finora non sapevamo di preciso come fossero andate le cose, ma un lungo report di Business Insider svela adesso diversi retroscena, che per quanto non verificabili risultano comunque molto credibili.

Quando nell’ottobre 2016 furono lanciati i primi smartphone Pixel, segnando l’inizio dell’era Made by Google, doveva essere presentato assieme a loro anche uno smartwatch. Fu il neo-capo della divisione hardware di Google, Rick Osterloh, a scartare l’idea pochi mesi prima, pensando che un simile prodotto non si inserisse bene nella nuova line-up dell’azienda.

Rick Osterloh, Google’s head of hardware

Rick Osterloh scartò il Google Watch a pochi mesi dal lancioQuesta sfortunata decisione ha poi condotto Google su una spirale discendente, che finora non mostra alcuna inversione di rotta. Il passaggio da Android Wear a Wear OS non ha cambiato minimamente le carte in tavola, e ad oggi il gruppo Fossil è in pratica l’unico partner di rilievo di BigG nel suo tentativo di non scomparire dal segmento smartwatch, dove i dispositivi Wear OS occupano circa il 6% del mercato. Non aspettatevi inoltre di vedere uno smartwatch Google al prossimo evento di metà ottobre, perché non ci sarà.

Eppure Google quantomeno intuì le potenzialità degli smartwatch ben prima di Apple. Nel 2013 l’azienda doveva decidere proprio se rilasciare un suo orologio o se focalizzarsi solo sul software, lasciando ai vari partner il compito di produrre dei dispositivi, come del resto era fino ad allora stato con Android.

All’epoca l’unico smartwatch di un certo successo era Pebble, che aveva raccolto oltre 10 milioni di dollari su Kickstarter, e lo stesso Andy Rubin sembrava a favore di uno smartwatch by Google. Peccato che il fondatore di Android abbia lasciato l’azienda nel marzo 2013 e che un paio di mesi dopo il suo addio fu deciso di concentrarsi solo sul software, anche perché era la soluzione più familiare e quella che con gli smartphone aveva dato i suoi frutti. Fu così che, nel marzo 2014, vide la luce Android Wear.

Replicare su smartwatch la formula smartphone non fu una buona ideaE gli esordi sembrarono dare ragione a Google, con Android Wear che nel primo anno raggiunse circa il 27% del mercato (tutte stime IDC), ma erano solo le scintille degli esordi e di un mercato non ancora matura. Proprio nel 2015 infatti arrivò Apple Watch, che col tempo è diventato tutto ciò che Google non è stato capace di fare, ed oggi siede tranquillo sul trono col 37% di mercato e grande soddisfazione dei suoi acquirenti. E nel frattempo, sempre nel 2014, Samsung decise di andare per la sua strada, abbandonando del tutto Android Wear a favore di Tizen; un altro chiodo sulla bara del progetto di Google, che perdeva così quello che nel settore smartphone era (ed è) il suo partner principale. La stessa cosa vale in buona parte anche per Huawei, sempre più distanziata da Android Wear con il passare del tempo (e non da ultimo da Android stesso, ma questa è un’altra storia)

Ironia della sorte: gli smartwatch basati su dei fork di Android, privi delle Google app, sono molto popolari in Cina, tanto che raccolgono circa il 28% del mercato. La loro qualità sarebbe tutta da dibattere, ma questo è un altro discorso. Inoltre, per aggiungere danno alla beffa, anche la chiusura di Google+ è stato un ulteriore colpo di cilicio, dato che in pratica il social network della casa era anche l’unico vero punto d’incontro per la comunità di sviluppatori legata a Wear OS, e non è mai stato rimpiazzato in alcun modo. E se c’è una cosa che comunque ha contribuito al successo di Android in tutti questi anni è proprio la comunità.

Hiroshi Lockheimer, Senior Vice President at Google

Nel tardo 2015, Hiroshi Lockheimer, il capo di Android, decise che era venuto il momento per Google di mostrare in prima persona cosa Android poteva fare, senza affidarsi solo sui propri partner. L’intento era di spingere l’intero settore a realizzare dispositivi più grandi e costosi per competere con Apple; e col senno di poi, se ci pensate bene, questo piano ha avuto successo.

La visione di Lockheimer si concretizzò infatti, come già osservato, nell’ottobre 2016 con il lancio dei primi Pixel, ed uno smartwatch Pixel era infatti previsto, realizzato in collaborazione con LG, come del resto fecero intendere numerosi rumor all’epoca. Osterloh, divenuto capo della divisione hardware di Google solo quella stessa estate, non vedeva però il Google Watch (questo il suo nome provvisorio) ben inserito nella famiglia di prodotti che sarebbero stati svelati e sembrava anche che proprio la sincronizzazione con i Pixel presentasse qualche problema. Fu così che quelli che dovevano essere i Google Watch furono lanciati in seguito come LG Watch Style e Watch Sport.

Anche Qualcomm (e non solo) nel mirinoCol passare del tempo è poi divenuto evidente un altro problema: la carenza di hardware adeguato, nello specifico di un processore che potesse reggere il confronto con le performance che gli utenti si erano ormai abituati a vedere su Apple Watch. Ci sono voluti anni perché Google convincesse i suoi partner a cercare di tenere il passo, ma spesso il calendario di BigG non ha coinciso con quelli altrui.

Qualcomm non ha mai rilasciato un chip degno di tale compito, salvo dei rebrand che non hanno cambiato le carte in tavola, anche se rimangono delle speranze per il prossimo futuro, ed al lancio di Android Wear 2.0 ad inizio 2017, Google non riuscì a convincere né Huawei, né Motorola, né Sony a presentare nuovi smartwatch per esaltare le novità della nuova versione, prima fra tutte la possibilità di effettuare chiamate. La divisione tra hardware, realizzato dai vari partner, e software, prodotto da Google, era insomma diventata un autentico boomerang, considerando anche che né AppleSamsung avevano questo problema.

Il futuro non è roseoEd il problema più grande è che, nonostante questo, il mercato smartwatch non è così ricco da giustificare l’investimento che occorrerebbe a Google per cercare di cambiarne le sorti adesso. Anche perché un aiuto esterno è praticamente escluso. L’unico partner di rilevo, come abbiamo già osservato, è rimasto solo il gruppo Fossil. Tag Heuer, tanto per citare un altro nome di spicco, avrebbe venduto appena 65.000 unità dei suoi due smartwatch, e non si sarebbe del tutto ritirata solo per una questione d’immagine. Stando così le cose però, sembra davvero di assistere al lento morire di Wear OS, un copione che purtroppo abbiamo già visto altre volte.

Google ha declinato la richiesta di Business Insider di parlare con Rick Osterloh e Stacey Burr, attuale capo di Wear OS, riguardo il futuro della piattaforma. Speriamo solo che non ci sia già una lapide col suo nome sopra.

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La migliore app per podcast è diventata gratuita

Wed, 09/18/2019 - 12:07

Con così tanti software disponibili, è impossibile parlare di migliore app per podcast, ma siamo piuttosto sicuri che tantissimi ascoltatori considerino Pocket Casts la migliore scelta possibile per i podcast. Fino ad oggi, quest’app era a pagamento (4,49€ su iOS, 3,99€ per Android e 9,76€ per la versione web e desktop), ma la società ha deciso di cambiare il proprio business model e, da oggi, tutti possono scaricare Pocket Casts gratuitamente.

Questo cambiamento è accompangato ovviamente da un nuovo modello in abbonamento, che tuttavia non è assolutamente necessario per godere dell’ottima esperienza utente dell’app mobile. Pocket Casts Plus, infatti, dà accesso alla possibilità di ascoltare podcast anche da desktop, a temi ed icone esclusivi e a 10 GB di spazio cloud per gli utenti che vogliono caricare sulla piattaforma i propri contenuti audio e video. Il servizio ha un costo di 0,99$ al mese o 10$ all’anno (i prezzi per l’Italia non sono ancora noti, ma non dovrebbero essere troppo diversi). Chi aveva già acquistato il software avrà diritto a 3 anni di Pocket Casts Plus gratuiti.

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Lo scorso anno Pocket Casts è stata acquistata da un gruppo di radio (NPR, WNYC Studios e WBEZ Chicago) insieme a This American Life e probabilmente questo avrà influito sulla scelta di rilasciare l’app gratuitamente: in un commento rilasciato a The Verge, il CEO di Pocket Casts, Owen Grover, ha dichiarato che la vendita del software era un modello di business “antiquato”, non più adatto alla filosofia di accesso gratuito ai contenuti che caratterizza i nuovi media. Inoltre, Gover ha comunicato che si aspetta che solo una piccola percentuale di utenti acquisti la versione Plus, ma che in futuro arriveranno anche altri dettagli sul nuovo modello di business.

In ogni caso, adesso che Pocket Casts è gratuita non dovete far altro che cliccare sui badge qui sotto per scaricarla subito.

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Google vi aiuta a cercare anche momenti precisi nei video di YouTube (foto)

Wed, 09/18/2019 - 12:00

Google è nata ormai più di 20 anni fa con un’idea piuttosto semplice: passare in rassegna tutti i contenuti scritti del web per trovare dei risultati rilevanti per la ricerca dell’utente.

Da allora di strada ne è stata fatta ed oggi la società sta annunciando la possibilità di cercare non solo nei contenuti scritti ma anche nei video, grazie all’aiuto dei creator di YouTube.

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In molti video, la possibilità di passare subito alla zona di nostro interesse (pensiamo agli “how-to”) è molto utile, ed è per questo che Google ha chiesto agli autori di YouTube di contrassegnare il video con i punti salienti d’interesse.

Da oggi, nella ricerca in lingua inglese potranno quindi comparire dei video con indicato il momento preciso inerente alla ricerca da noi effettuata. Con il tempo, ne saranno aggiunti sempre di più per soddisfare al meglio le esigenze degli utenti.

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La serie OPPO Reno 2 ha già in tasca il biglietto per l’Europa: sbarco ufficiale il 16 ottobre

Wed, 09/18/2019 - 11:53

OPPO sta puntando fortissimo sulla sua serie di smartphone Reno, acclamatissima in tutto il mondo, compreso quel mercato internazionale in cui vuole a tutti i costi affermarsi. Ed ecco dunque che non poteva farsi attendere ancora l’annuncio ufficiale dello sbarco in Europa della nuova famiglia Reno 2, presentata in Cina a fine agosto.

Il produttore cinese ha infatti dato appuntamento alla stampa europea a Londra, il prossimo 16 ottobre, per svelare anche alle nostre latitudini le meraviglie dei nuovi Reno 2, Reno 2Z e Reno 2F. In realtà, al momento non è chiaro se arriveranno tutti e 3 in Europa, o soltanto una selezione, tuttavia si parla anche dell’ancora inedito Reno Ace.

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Giusto ieri vi abbiamo riportato il grande vanto del nuovo smartphone targato OPPO, ovvero la ricarica rapida SuperVOOC 2.0 da ben 65 W, capace di ricaricare una batteria da 4.000 mAh da 0 a 100% in appena 25 minuti. Secondo alcune indiscrezioni, insieme ai nuovi Reno 2, sul palco dell’evento londinese potrebbe far capolino anche Reno Ace – che sarà svelato dapprima in Cina, il 10 ottobre – rendendo ancora più aggressiva la nuova lineup di prodotti OPPO sul mercato internazionale, per questo rush finale di 2019.

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La famiglia Huawei Mate 30 potrebbe non arrivare proprio in Europa

Tue, 09/17/2019 - 23:16

L’intera serie Mate 30, composta dall’omonimo modello, dalla variate Pro e da quella Lite, potrebbe non essere disponibile in “Europa Centrale“. Questo è quanto appreso da Let’s Go Digital, un noto media olandese, che cita due diverse fonti indipendenti, interne a Huawei. La motivazione è presto detta: l’assenza delle app di Google, per le quali l’azienda cinese non ha ottenuto la certificazione, in seguito al ban imposto dal Governo Trump. Huawei avrebbe insomma realizzato che lanciare un top di gamma in Europa senza i servizi Google sarebbe stato inutile.

C’è tuttavia una lieve possibilità che i nuovi Mate 30 possano essere lanciati solo in alcuni mercati europei. Si tratta di decisioni ad hoc, che probabilmente non sono ancora impresse nella pietra. Per dovere di cronaca, chiariamo che l’Europa viene divisa in due aree da Huawei: quella centrale, della quale fa parte anche l’Italia, e quella orientale, per la quale la medesima fonte non ha ottenuto alcuna informazione.

Se le cose stessero davvero come riportato da Let’s Go Digital, dubitiamo che potrebbe esserci un’eccezione per l’Italia. Occorre però sottolineare che la fonte olandese non è molto nota per i suoi insider, quanto per brevetti e rendering accurati. In ogni caso nulla ci garantisce che le cose non possano cambiare nel corso del tempo, e considerando che la presentazione della serie Mate 30 è fissata per il 19 settembre, tra un paio giorni ne sapremo senz’altro di più.

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La popolare app CamScanner è stata rimossa dal Play Store dopo la scoperta di codice malevolo (aggiornato: ripubblicata)

Tue, 09/17/2019 - 20:30

CamScanner è incappata in una nuova grana, ma stavolta potrebbe essere ben peggio che in passato. La popolare app per effettuare scansioni in pdf usando la fotocamera dello smartphone è stata infatti rimossa dal Play Store per averne violato la policy, in dettaglio, come riportato da Kaspersky, l’applicazione conteneva del codice malevolo.

Ad essere precisi si tratta di un malware identificato come Trojan Dropper – a volte preinstallato su alcuni dispositivi cinesi – codice in grado di eseguire file da parti criptate dell’APK e installando moduli aggiuntivi. Nel caso di CamScanner il tutto si riassumeva con l’apparizione di annunci pubblicitari in qualunque sezione del telefono e con la sottoscrizione di abbonamenti a pagamento all’insaputa dell’utente.

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Sembra che comunque il codice malevolo non fosse presente da molto tempo nell’app, i colleghi di Android Police infatti sono riusciti a circoscrivere le versioni infette tra i quattro aggiornamenti avvenuti nel periodo 16 giugno – 25 luglio. Prima e dopo non ci sono tracce di malware. Se quindi doveste avere aggiornato l’app alla versione più recente non dovrebbero esserci rischi, ma non ce la sentiamo di consigliarvi di non disinstallarla.

Ad ogni modo Google ci è andata con i piedi di piombo e ha prontamente rimosso l’app, complici anche diverse recensioni che segnalavano strani comportamenti dopo aver installato l’applicazione. Insomma una brutta storia. Non possiamo che sperare che la disavventura venga risolta e chiarita una volta per tutte, in fondo si tratta di un’app scaricata più di 100 milioni di volte e che noi stessi vi avevamo segnalato a suo tempo.

Aggiornamento17 settembre 2019 ore 20:00

L’app è tornata sul Play Store dopo che il malware è stato identificato e rimosso. L’azienda ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui ha dichiarato di esser stata vittima di un SDK manipolato fornito da AdHub che ha poi caricato nell’app il modulo imputato, il cui unico scopo era la generazione di clic non autorizzati su annunci pubblicitari (ossia la classica frode da click). Nessun dato degli utenti sembra sia stato compromesso, ad ogni modo la società ha avviato un’azione legale contro il network pubblicitario responsabile del sideload. I colleghi di Android Police hanno personalmente verificato la bontà dell’app e non risultano tracce di malware. Se volete dargli un’altra chance potete trovare l’applicazione di nuovo al suo posto sul Play Store.

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Google ha scelto il modo meno sottile possibile per l’ultimo spoiler sulla nuova colorazione dei Pixel 4

Tue, 09/17/2019 - 19:55

Quest’anno Google ha assunto uno strano atteggiamento nei confronti dei leak di informazioni sui suoi prossimo smartphone: invece che cercare di contrastarli, sembra aver fatto di tutto per cavalcare l’onda di notizie rilasciando con grande anticipo parecchi dettagli. Questa volta però ha scelto uno dei modi meno sottili possibili: un enorme cartellone luminoso in Times Square.

Se vi trovate a New York potete infatti ammirare una gigantografia di un Pixel 4 in una colorazione inedita: arancione. Finora erano circolare diverse voci sulle possibili colorazioni sgargianti che avrebbero potuto avere i prossimi Pixel, ma questa è la conferma più eclatante che ci potesse essere. Ad essere precisi non è chiaro se l’arancio sarà disponibile sia per la versione standard che per quella XL, ma sicuramente uno dei due ce l’avrà.

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È comunque impressionante notare come nonostante la quantità di dettagli trapelati Google sembra avere ancora carte da giocarsi per evitare che la presentazione – prevista per il prossimo 15 ottobre – sia del tutto inutile. Sempre che non ci spoileri ancora magari usando l’Empire State Building.

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