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Updated: 3 hours 21 min ago

Secondo uno studio, circa il 70% degli antivirus sul Play Store non è degno di tale nome

Sun, 03/17/2019 - 09:34

La sicurezza informatica sarà sempre meno una faccenda da nerd e sempre più un fattore determinante per preservare la privacy di milioni di persone, che durante le proprie giornate spenderanno un numero crescente di ore utilizzando dispositivi connessi alla rete. Per questo motivo, è necessario che i software che si prefiggono l’obiettivo di proteggerci da malware e attacchi informatici siano all’altezza del loro compito. Ma è davvero sempre così? A provare a svelarlo ci ha pensato AV-Comparatives, che ha messo alla prova 250 app antivirus che ogni utente può scaricare sul proprio dispositivo Android, direttamente dal Google Play Store.

I test effettuati dall’organizzazione indipendente austriaca, sul campione di 250 app antivirus per Android, dipingono una situazione critica, che quantomeno dovrebbe mettere in guardia gli utenti e spingerli a prestare più attenzione quando si tratta di sicurezza informativa. Secondo il report infatti, soltanto il 30% degli antivirus testati si è rivelato in grado di svolgere le funzioni per cui gli utenti dovrebbero utilizzarlo, ovvero proteggere i dispositivi dall’installazione di app malevole.

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Gran parte degli antivirus messi alla prova infatti, non analizza davvero le app installate, ma si limita ad attingere da una black list facilmente aggirabile, visto che non prende in esame il codice delle app, ma il nome del pacchetto. Il risultato è che, dando loro in pasto una serie di malware semplici e molto diffusi, troppo spesso gli utenti non riceverebbero alcun allarme. O addirittura, in alcuni casi più tragicomici, gli antivirus finiscono per denunciare sé stessi come app pericolose.

Inoltre, come potete vedere dall’immagine in galleria, gran parte delle app sembrano basate su uno stesso canovaccio di base, che lascerebbe intendere come troppi sviluppatori non prendano assolutamente sul serio la faccenda, scegliendo di confezionare app dal nome altisonante in grado di far presa sugli utenti, per poi tradire la loro fiducia non proteggendo i dispositivi, ma monetizzando grazie all’abbondante uso di banner pubblicitari.

In conclusione, va sottolineato come lo studio di AV-Comparatives sia limitato a 250 app antivirus sul Play Store e che punti il dito su 170 di queste, dunque sarebbe ingiusto scagliarsi contro l’intera categoria, che vanta anche software validi e affidabili. Ma proprio per questo, il report ha l’obiettivo di invitare gli utenti a diffidare dagli antivirus improvvisati, ma di affidarsi soltanto a servizi sviluppati da soggetti di comprovata esperienza e affidabilità.

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FLIO è l’app che vi tiene compagnia e vi guida in tutti gli aeroporti del mondo (foto)

Sun, 03/17/2019 - 05:44

Gli aeroporti sono tra i posti più frequentati in assoluto, nei quali transitano milioni di persone ogni giorno che, in quel breve lasso di tempo, potrebbero trovarsi spaesate e disorientate in un luogo che non hanno mai visto prima. Alcuni aeroporti sono molto grandi ed offrono tantissimi servizi di diverse tipologie, per questo a volte potremmo aver bisogno di app come FLIO per orientarci e trovare ciò di cui abbiamo bisogno. L’app non è soltanto una mappa ma anche un utile strumento per monitorare lo stato dei voli e gestire le prenotazioni.

Tante utili funzionalità in una sola app

FLIO è un’app che si fa subito apprezzare per il design gradevole dell’interfaccia utente, sufficientemente coerente con le linee guida del Material Design. Al primo avvio ci chiederà il permesso di localizzarci che, se concesso, consentirà all’app di proporci l’esplorazione degli aeroporti più vicini. Una delle sue funzionalità principali è l’esplorazione degli aeroporti: l’app ne raccoglie un gran numero situati in tutto il mondo e per ognuno di essi propone molti utili strumenti.

Oltre a poter localizzare i diversi ristoranti e negozi presenti, FLIO ci dice che dove sono posizionati i vari terminal, dove prelevare denaro contante e trovare i mezzi pubblici: tutte informazioni che possono fare la differenza in tempi ristretti come quelli che si hanno a disposizione in aeroporto.

L’app include una sezione dedicata alla gestione dei viaggi futuri, grazie alla quale sarà possibile ricevere dettagli ed aggiornamenti sullo stato del volo ed eventuali ritardi. Altra feature che abbiamo apprezzato è quella che permette la prenotazione del posto auto connesso all’aeroporto scelto. FLIO ci permette anche di gestire eventuali reclami e richieste di rimborsi per i voli precedenti. Il tutto è condito dalla possibilità di creare ed associare un account al proprio profilo in modo da sincronizzare tutti i dati anche su diversi dispositivi.

Download gratuito

FLIO è disponibile al download gratuito sul Play Store. Sono presenti degli annunci pubblicitari, relativamente poco invasivi ma apparentemente impossibili da rimuovere con una sottoscrizione a pagamento. Onestamente ci sentiamo di consigliarvela, difficile trovare tutte queste funzionalità strutturate bene in una sola app. Qui in basso vi lasciamo il badge per provarla nel caso vi avessimo incuriosito.

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Con Android Q e due comandi ADB potete provare delle belle notifiche bubble per tutte le app (video)

Sun, 03/17/2019 - 02:33

Se non sapete cosa siano le notifiche bubble, beh, l’esempio più lampante (e conosciuto) è Facebook Messenger: se vi arriva un messaggio sulla piattaforma, vi spunta sullo schermo una pallina flottante che permette di accedere alle conversazioni aperte. Ecco, le stesse notifiche bubble sono in test su Android Q, e potete provarle con due comandi ADB.

Per attivarle basta semplicemente collegarsi tramite ADB allo smartphone con installata la Beta 1 di Android Q ed eseguire queste due righe di codice:

adb shell settings put secure experiment_enable_bubbles 1

adb shell settings put secure experiment_autobubble_all 1

Fatto questo, tutte le notifiche che vi arriveranno compariranno all’interno di una bolla flottante. Toccando sulla bolla, verranno mostrate tutte le notifiche, il relativo nome dell’app e il contenuto della notifica stessa. Un esempio può essere visto nel video a fine articolo.

Esattamente come su Messenger, per rimuovere una notifica basterà trascinarla verso la parte inferiore dello schermo. Insomma, un nuovo modo per gestire le notifiche (che ben si accompagna ad enormi notch) che potremo vedere nella release finale di Android Q.

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Nel caso aveste voluto provare le nuove bolle ma voleste tornare indietro, ecco i corrispondenti comandi ADB per farlo:

adb shell settings delete secure experiment_enable_bubbles

adb shell settings delete secure experiment_autobubble_all

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Alcune app credono di essere più potenti dei produttori. Guarda caso, non è così (foto)

Sun, 03/17/2019 - 02:20

Ormai il Play Store (ma non solo) è pieno di app che promettono qualcosa ma, alla fine dei conti, si rivelano essere delle sòle. Questa volta, però, il numero di app che promette la stessa cosa (ovviamente senza successo) è veramente enorme.

Stiamo parlando di app che promettono di aggiornare il vostro smartphone all’ultima release di Android. Insomma, non lo fanno i vari produttori, e lo sarebbero in grado di fare delle anonime app. È sensato, no?

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Ovviamente scaricando una di queste app vi ritroverete solamente installati dei programmi farciti di pubblicità e senza particolare utilità. Fate attenzione a queste app, perché in alcuni casi potreste trovarvi nello smartphone qualcosa di più di un po’ di pubblicità invasiva. Anche se crediamo che la maggior parte di voi non abbia problemi a “scansarle”.

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Il vostro Pixel 3 vi sembra più veloce con la prima beta di Android Q? Non è magia (foto)

Sat, 03/16/2019 - 22:17

I possessori di Pixel 3 e Pixel 3 XL che hanno deciso di installare subito la prima Developer Preview di Android Q potrebbero essersi accorti di una maggiore fluidità generale del sistema e di una migliore reattività nell’utilizzo di alcune app, rispetto a quanto erano abituati con i firmware stabili basati su Pie. Grande lavoro di ottimizzazione di Google? Effetto placebo? No, il motivo è ancora più semplice (e concreto).

Se ben ricordate infatti, al momento del lancio i nuovi Pixel di terza generazione fecero parlare di sé anche per la scelta di Big G – da alcuni giudicata incomprensibile – di abbassare la frequenza dello Snapdragon 845 a 2,45 GHz, contro i canonici 2,8 GHz. Ora però con Android Q – non si sa per se per un dietrofront di Google o se per errore – il clock del processore è tornato ai livelli fissati da Qualcomm e la differenza, per quanto non decisiva, si nota eccome.

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Al momento è difficile capire se questo aumento del clock coincida anche con maggiori consumi, oppure non abbia particolari effetti collaterali, ma sarà curioso vedere se la novità sarà confermata anche nelle prossime release di Android Q. Qualcuno di voi aveva percepito un lieve miglioramento nelle prestazioni?

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L’offerta TIM Complete è degna del suo nome: minuti ed SMS illimitati e fino a 40 GB a 19,99€ al mese

Sat, 03/16/2019 - 16:26

Secondo le ultime indiscrezioni, a partire dal 18 marzo TIM lancerà una nuova offerte, destinata a tutti i nuovi clienti che effettueranno la portabilità del proprio numero. Si tratta di TIM Complete, un nome altisonante che crea aspettative, sicuramente ben riposte:

  • Minuti di chiamate illimitati verso tutti
  • SMS illimitati
  • 3 GB di traffico dati in 4G di base, con l’aggiunta di:
    • 17 GB optando per l’addebito su credito residuo
    • 37 GB scegliendo come metodo di pagamento l’addebito su carta di credito, conto corrente o TIM Pay
  • Al costo di 19,99€ al mese
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Per completezza, va specificato che – oltre al traffico dati aggiuntivo – anche chiamate ed SMS illimitati saranno ottenuti per mezzo di opzioni aggiuntive, perché di base l’offerta prevede soltanto 1.000 minuti di chiamate e nessun SMS. Inoltre, verranno attivate gratuitamente anche TIM Base e Chat, Chiama Ora, Lo Sai e l’ascolto dei messaggi in segreteria.

Il contributo di attivazione dell’offerta è pari a 12€, che scende a 9€ se si sfrutta la modalità di attivazione tramite operatore. Nel primo caso, il costo della SIM è di 10€, nel secondo invece bisognerà sostenere un costo di 25€ – comprensivo di SIM e spedizione – con 20€ di traffico incluso, da utilizzare per i rinnovi successivi.

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TIM Party celebra la Festa del Papà con 3 giorni di Giga illimitati, ma solo per i primi 50 mila clienti

Sat, 03/16/2019 - 16:04

Il 19 marzo sarà la Festa del Papà e anche TIM ha intenzione di celebrarla degnamente, con un premio dedicato ai clienti che hanno aderito a TIM Party: ben 3 giorni di traffico dati illimitato.

Se siete aderenti al programma TIM Party, potete richiedere da subito la riscossione del premio e vi conviene affrettarvi, dato che sarà destinato soltanto ai primi 50 mila clienti che faranno richiesta.

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Una volta richiesto il premio, l’attivazione del periodo promozionale di traffico dati illimitato avverrà nell’arco di massimo 48 ore e perdurerà per 3 giorni dal momento dell’attivazione, fino alla mezzanotte dell’ultimo giorno. Qualcuno di voi l’ha già riscattato e si sta godendo i Giga illimitati?

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Wind: Samsung Galaxy S10 a rate con uno sconto di 50€ sull’anticipo, se sarete contattati via SMS

Sat, 03/16/2019 - 15:46

I nuovi Galaxy S10 hanno finalmente debuttato sul mercato italiano, ma non sono esattamente gli smartphone più economici che potete acquistare. Una soluzione è quella di acquistarli a rate tramite le offerte che gli operatori mettono a disposizione di nuovi e già clienti. Oggi vi parliamo della promozione che Wind sta offrendo ad alcuni clienti, che consiste in un gradito sconto sull’acquisto a rate di Galaxy S10.

Se sarete tra i fortunati a ricevere l’SMS promozionale di Wind, avrete la possibilità di portarvi a casa Galaxy S10 al costo di 19,99€ al mese per 30 mesi, a fronte di un anticipo di 99,99€, con addebito su carta di credito. Si tratta dunque di 50€ di sconto rispetto all’offerta a rate disponibile per tutti gli altri clienti, chiamati a corrispondere un anticipo di 149,99€.

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In chiusura, vi ricordiamo che – sia che sfruttiate la promozione, sia che acquistiate Galaxy S10 a rate con l’offerta standard – Wind vi assicura l’aggiunta di 1 GB di traffico dati in più al mese, per tutta la durata della rateizzazione. Qualcuno di voi ha già ricevuto l’SMS da parte dell’operatore?

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Ad aprile arriverà Android Pie su ASUS ZenFone Max Pro (M1), Max (M2) e Max Pro (M2): sarà la volta buona?

Sat, 03/16/2019 - 15:31

Al netto dell’eccellente rapporto qualità prezzo che caratterizza ZenFone Max Pro (M1), Max (M2) e Max Pro (M2), i loro possessori hanno ben donde di essere delusi dal comportamento di ASUS, che verso la metà dello scorso dicembre aveva promesso il rilascio dell’atteso aggiornamento ad Android Pie tra gennaio e febbraio 2019. Il produttore taiwanese ha mantenuto la promessa soltanto per il top di gamma ZenFone 5Z, ma sugli altri modelli è calato il silenzio. La buona notizia però, è che ASUS non si è dimenticata di loro ed è determinata a farsi perdonare.

Ecco dunque un nuovo annuncio che riguarda proprio l’aggiornamento ad Android Pie per ZenFone Max Pro (M1), Max (M2) e Max Pro (M2), ora previsto per il 15 aprile 2019. Tra un mese dunque, chi possiede uno di questi dispositivi potrà finalmente godersi la più recente versione del robottino verde, con tutte le novità annesse.

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Questa volta, molto probabilmente ASUS – che si è pubblicamente scusata con i suoi clienti – riuscirà a rispettare la sua tabella di marcia, alla luce del rilascio delle prime beta di Android Pie per ZenFone Max Pro (M1) e Max Pro (M2) nelle scorse settimane. Non appena avremo notizia dell’inizio del rollout, ve lo faremo sapere tempestivamente, dunque continuate a rimanere collegati sulle nostre pagine.

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Ora potete sfoderare Google Pay anche in aeroporto: ecco il supporto per le carte d’imbarco (foto)

Sat, 03/16/2019 - 11:40

Google Pay ha debuttato ufficialmente in Italia soltanto da qualche mese, ma è già entrato nella routine quotidiana di un crescente numero di utenti, che utilizzano la piattaforma di Big G non soltanto per effettuare pagamenti tramite smartphone e smartwatch dotati di NFC, ma anche per servirsi delle versioni digitali di carte fedeltà e carte regalo. E ora, Google Pay si espande ancora, grazie al supporto per le carte d’imbarco.

Chi viaggia spesso – per lavoro o per diletto – avrà già da tempo smesso di stampare le carte d’imbarco, preferendo servirsi delle app per smartphone delle varie compagnie aeree. Se però preferite trovare tutte le vostre carte d’imbarco in un unico posto, ecco che Google Pay saprà accontentarvi. Da ora infatti, al momento del check-in potrete decidere di importare la carta d’imbarco in Google Pay e ritrovarla nella sezione Pass.

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Ai controllo di sicurezza in aeroporto e al gate, potrete poi decidere se mostrare la schermata contenente le informazioni della carta d’imbarco, oppure trasferirle direttamente tramite NFC, sia da smartphone sia da smartwatch Wear OS compatibile. Una comodità in più che sarà senza dubbio apprezzata dai viaggiatori.


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HTC chiude in rosso anche l’ultimo trimestre del 2018, ma c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno

Sat, 03/16/2019 - 11:03

HTC continua a passarsela piuttosto male e, come da ormai troppi anni a questa parte, anche l’ultimo trimestre del 2018 si è concluso con un risultato negativo. Il 2019 potrebbe rappresentare davvero l’ultima spiaggia per il produttore taiwanese – quantomeno per un futuro ambizioso – e qualche segnale positivo è possibile trovarlo, così come importanti opportunità all’orizzonte.

Il fatturato di HTC nell’ultimo trimestre del 2018 si è attestato sui 132,7 milioni di dollari, per un utile lordo in aumento di 9,7 milioni di dollari. Prendendo però in considerazione le spese di marketing e ricerca e sviluppo, si registra una perdita di 90,6 milioni. In un quadro così negativo, lascia sperare il margine di profitto lordo che cresce dell’8%, contro il -30,8% dell’anno precedente. Il margine operativo è ancora fortemente negativo (-68,7%), ma in risalita rispetto ad un anno fa.

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Come abbiamo visto nel corso dell’ultimo Mobile World Congress, il 2019 sarà l’anno in cui il 5G diventerà realtà, ponendo le basi per l’esplosione prevista per il 2020. I grandi colossi stanno dunque lavorando per essere in prima fila e cogliere al volo le grandi opportunità e anche HTC si sta muovendo bene, grazie al suo Hub 5G e al prossimo lancio di uno smartphone 5G. Il produttore taiwanese punta poi forte sulla realtà virtuale, con l’abbonamento Viveport Infinity VR per il gaming in rampa di lancio.

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Android Q mette i bastoni fra le ruote al modding, ma non fermerà Magisk (aggiornato: root disponibile)

Sat, 03/16/2019 - 10:45

La prima beta di Android Q è arrivata solo da poche ore, ma gli amanti del modding si sono già rimboccati le maniche per scoprire tutte le sue novità più profonde. Tra questi non poteva mancare John Wu, sviluppatore dell’apprezzato Magisk, che ha già iniziato a sperimentare il suo strumento dedicato al root sulla nuova versione del sistema Google.

A giudicare dai primi tweet pubblicati subito dopo il rilascio della beta di Android Q, lo sviluppatore non è molto contento dei tanti cambiamenti apportati da Google, soprattutto quello relativo alla partizione logica utilizzata per il system block. Fortunatamente queste modifiche non bloccheranno il supporto di Magisk per Android Q, anche se rappresentano ostacoli non indifferenti per il suo sviluppo.

John Wu è già riuscito ad ottenere i permessi di root tramite Magisk su un Pixel e un Pixel 2 con Android Q, ma questi dispositivi non utilizzano la nuova partizione logica già citata. Il discorso si farà più interessante per i Pixel 3, per il quale servirà un po’ di lavoro in più.

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In ogni caso, anche se ci vorranno più tempo e più fatica, il supporto di Magisk e dei permessi di root su Android Q non sembra essere in discussione. Se siete amanti del modding e non vedete l’ora di provare il root sulla nuova versione del robottino verde, dovrete attendere fiduciosi le prossime settimane per conoscere maggiori informazioni a riguardo.

Aggiornamento16-03-2019 ore 10:45

John Wu ha rilasciato una nuova versione di Magisk per Pixel e Pixel 2 con Android Q Beta nel canale Canary. Si tratta di una prima versione sperimentale, ma è già sufficiente per ottenere il root ed utilizzare la maggior parte delle funzionalità di Magisk su Android Q.

Per la precisione la nuova versione è compatibile solo con Pixel, Pixel XL, Pixel 2 e Pixel 2 XL. Al momento non è stata ancora rilasciato un aggiornamento di Magisk che possa funzionare con Pixel 3 e Pixel 3 XL su Android Q. I motivi sono quelli già descritti in precedenza, ma come già detto è possibile che anche per questi modelli il supporto possa arrivare a breve.

Se volete provare Magisk Canary su Android Q, trovate tutte le istruzioni e i file d’installazione a questo indirizzo.

Bad news: Android Q root won't come anytime soon. Android Q has switched to logical partitions for the system block, which means there is no easy way to mount the block by any means. I'm currently thinking of what tricks can I do other than implement everything from scratch….

— John Wu (@topjohnwu) March 13, 2019

After stepping back and taking a breath, I think I'll just have to figure out how to mount logical partitions and things should work. With normal EXT4 Android Q system images, things works just fine as previously demonstrated. Time to read some device-mapper documents…

— John Wu (@topjohnwu) March 13, 2019

OK I admit it is a bit clickbait LOL. The screenshot was done on Pixel XL.

It seems that the OG Pixel and Pixel 2 are NOT using logical partitions. That means it is much easier to root to begin with.

— John Wu (@topjohnwu) March 14, 2019

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Se volete personalizzare la nav bar di Android Q e sbarazzarvi del tasto indietro, questa è la guida che cercate

Sat, 03/16/2019 - 10:33

Come tutte le Developer Preview, anche la prima di Android Q si è rivelata una miniera d’oro di piccole novità che potrebbero – oppure no – farsi largo fino alla release stabile della nuova versione del robottino verde. Fra queste, potrebbero essere all’orizzonte alcune modifiche alla barra di navigazione, già rivoluzionata in Android Pie. In particolare, il tasto indietro – che ora appare soltanto quando ce n’è davvero bisogno – potrebbe scomparire del tutto, in favore di un approccio full gesture. Se volete un assaggio di ciò, continuate a leggere.

Già, perché in questa prima beta di Android Q, Google ha nascosto la possibilità di personalizzare più profondamente la nav bar, modificando il comportamento di alcune gesture e, soprattutto, facendo sparire il vecchio tasto indietro. Con il nuovo metodo, per impartire il comando indietro è sufficiente uno swipe verso sinistra sull’unico tastino centrale. Una soluzione effettivamente sensata, che Google potrebbe anche promuovere in vista del rilascio stabile.

LEGGI ANCHE: Abbiamo provato la prima beta di Android Q (video)

Se volete cimentarvi nella prova di queste gesture rinnovate, dovete possedere un Pixel con installata la prima beta di Android Q, un computer con ADB configurato e munirvi di un po’ di pazienza per provare alcune delle combinazioni possibili di configurazione delle gesture, che trovate spiegate in questa guida. Non temete però, nel caso le novità non facessero al caso vostro, sono indicati anche i comandi per tornare alla situazione di partenza.

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Pixel 2 e Pixel 3 con Android Q tradiscono Google Assistant? Spremendo i bordi si può attivare… Alexa! (foto)

Sat, 03/16/2019 - 10:09

A partire dalla seconda generazione di Google Pixel – grazie all’acquisizione da parte di Big G del team che aveva inventato la funzione sugli smartphone HTC – è possibile richiamare Google Assistant servendosi di Active Edge, ovvero esercitando una pressione sui bordi dei dispositivi. Fino a questo momento però, l’unico modo per assegnare scorciatoie alternative alla spremitura dei bordi era ricorrere ai permessi di root. Ma con Android Q la situazione potrebbe cambiare.

È infatti stato scoperto che, nella prima beta di Android Q, è stata introdotta la possibilità di rimappare la funzione da richiamare spremendo i bordi dei Pixel 2 e Pixel 3. In realtà, tale possibilità è ben celata nel sistema, attivabile soltanto per mezzo di un comando ADB, che tuttavia non richiede operazioni di modding ed è dunque alla portata di tutti.

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Non aspettatevi tuttavia di poter assegnare ad Active Edge il lancio di qualsiasi app, bensì potrete impostare come scorciatoia rapida un assistente vocale alternativo, come Amazon Alexa, ormai molto apprezzato anche in Italia. Si tratterebbe di una novità senza dubbio gradita, perché ogni libertà in più, è sempre una conquista. Bisognerà vedere però se Google deciderò sul serio di lasciare questa facoltà agli utenti nella versione stabile di Android Q, o se si tratti soltanto di un test destinato a non avere sviluppi.

4 vai alla fotogallery Comando ADB Active Edge

adb shell settings put secure assist_gesture_any_assistant 1

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Xiaomi Mi Band 4 arriverà entro il 2019, ma non aspettatevela a breve (per colpa di Mi Band 3)

Sat, 03/16/2019 - 09:24

Nel corso degli ultimi anni, Xiaomi non è riuscita soltanto nell’impresa di conquistarsi un posto nell’Olimpo dei maggiori produttori di smartphone al mondo, ma è anche il secondo produttore al mondo di dispositivi indossabili, dietro alla quasi irraggiungibile Apple. Il merito va in gran parte attribuito alla sua serie di smartband Mi Band, giunta nel maggio scorso alla sua terza iterazione. Ma quanto toccherà a Mi Band 4?

Durante una chiacchierata con la stampa specializzata, in occasione della comunicazione degli ottimi risultati raggiunti nel corso del 2018, David Cui – Chief Financial Officer di Huami, il marchio che sta dietro ai wearable di Xiaomi – ha parlato anche di Mi Band 4, confermando che la nuova smartband sia in lavorazione e che arriverà nel corso del 2019. Il periodo esatto di uscita è tuttavia ancora incerto e la colpa è tutta di Mi Band 3.

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Cui ha infatti lasciato intendere che lo sviluppo di Mi Band 4 sia ormai in dirittura d’arrivo, ma che il suo lancio non sarà immediato per un motivo molto semplice: Mi Band 3 vende ancora tantissimo e la sua domanda non accenna a calare, dunque Xiaomi non ha alcuna necessità di affrettarsi a lanciare sul mercato un nuovo modello. È quindi certo che non vedremo Mi Band 4 a marzo e nemmeno ad aprile, ma chissà che il periodo fra maggio e giugno non possa essere quello giusto, con l’estate alle porte. E voi che cosa desiderereste dalla nuova Mi Band?

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Android Q pensa ad un grande ritorno: la personalizzazione dello stile dell’orologio nella lockscreen (foto)

Sat, 03/16/2019 - 08:57

Come tutti gli anni, anche la pubblicazione della prima Developer Preview di Android Q si è rivelata un’infinita fonte di divertimento per gli appassionati di programmazione Android, che stanno continuando a scavare nel nuovo sistema alla ricerca di novità rispetto all’attuale release stabile di Android Pie. Oltre alle novità principali – che vi abbiamo illustrato nel corso della nostra video anteprima – ne stanno affiorando anche molte altre di minori. In questo caso vi parliamo dell’orologio nella schermata di blocco.

Agli albori di Android, la personalizzazione di ogni anfratto dell’allora scarno robottino verde era quasi un obbligo e la lockscreen non faceva eccezione. Successivamente, per un certo periodo, Android stesso consentì di modificarla per mezzo degli stessi widget che si possono inserire nella home. Negli ultimi anni invece – anche a causa dei metodi di sblocco sicuro, che comportano spesso il salto della schermata di blocco – sono stati fatti molti passi indietro da questo punto di vista. Ma Android Q potrebbe riportare un pizzico di personalizzazione alla vecchia lockscreen.

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Tramite una serie di comandi ADB – che vi riportiamo a fine articolo – nella prima beta di Android Q è infatti possibile modificare lo stile dell’orologio della lockscreen, estendendo la personalizzazione anche alla modalità Always On Display. Oltre allo stile standard, è possibile inserirne uno testuale, uno a bolle e un altro con lancette analogiche. Si tratta evidentemente di alternative poco rifinite, che mancano anche di informazioni su data e meteo e non è nemmeno detto che Google decida di portare avanti questa novità in vista del rilascio stabile. Però non sarebbe affatto male avere a disposizione un’opzione in più. A voi piacerebbe?

4 vai alla fotogallery Comandi ADB stile orologio

Bubble Clock adb shell settings put secure lock_screen_custom_clock_face "com.android.keyguard.clock.BubbleClockController" Stretch Analog Clock adb shell settings put secure lock_screen_custom_clock_face "com.android.keyguard.clock.StretchAnalogClockController" Text Clock adb shell settings put secure lock_screen_custom_clock_face "com.android.keyguard.clock.TypeClockController" Normal Clock adb shell settings delete secure lock_screen_custom_clock_face

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Entro il 2020 direte addio al jack per le cuffie. O, almeno, molti di voi lo faranno (foto)

Fri, 03/15/2019 - 21:38

Il mondo della telefonia si sta spostando sempre di più verso l’eliminazione del jack delle cuffie. Mentre per molti la presenza di quella porta è fondamentale nell’acquisto di un nuovo smartphone, per altri non lo è e, anzi, entro il 2020 questo numero crescerà sempre di più.

Una ricerca compiuta da Counterpoint Research’s Emerging Technology Opportunities (ETO) ha stimato che per il 2020 il mercato delle cuffie true wireless arriverà ad un volume di 129 milioni di unità. Se questo numero non dovesse dire nulla, sappiate che nel 2018 il volume è arrivato a 46 milioni (di cui 35 milioni di sole AirPods).

Il 2019 sarà l’anno della svolta: secondo Peter Richardson, Research Director, quest’anno i produttori sforneranno grandi innovazioni nel campo, i quali traineranno le vendite “evolvendo le abitudini digitali”. Inoltre, gli assistenti vocali (come Assistant o Alexa) daranno una mano ad aumentare ulteriormente la richiesta.

Per capire meglio il mercato futuro, Counterpoint ha studiato il mercato attuale: il brand preferito dai consumatori è Apple, ma la motivazione principale che sta dietro ad una scelta dipende da cosa un consumatore cerca. Infatti, secondo la ricerca, il 68% degli utenti preferisce Apple per via del comfort delle cuffie, mentre il 72% preferisce Bose per la qualità del suono.

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Insomma, pare che questo 2019 ci riserverà delle sorprese. Voi siete già passati alle cuffie wireless o siete ancora fedeli al jack per le cuffie?

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Cercate un icon pack minimale, gratuito e ricco? Minma potrebbe far proprio al caso vostro (foto)

Fri, 03/15/2019 - 21:06

Gli appassionati di personalizzazione conosceranno bene i vari launcher, alcuni dei quali supportano gli icon pack di terze parti: pacchetti di icone personalizzate, pensate per chi proprio non riesce a farsi andare bene quelle stock e ama un’interfaccia particolarmente adattata ai propri gusti. Oggi vi parliamo di Minma, un icon pack che si distingue per versatilità, design minimale e le tante alternative proposte.

L’occhio vuole la sua parte e Minma lo sa bene

Le app icon pack sono particolari perché, molto spesso, una volta installate non permettono una vera e propria interazione con l’utente. Minma non rientra in questa categoria: dopo averla installata ci propone un’interfaccia molto pulita ma non banale che raccoglie le icone disponibili per categorie, un’opzione che permette l’applicazione automatica e globale a tutte le icone ed un’utile sezione che raccoglie tutte le app installate per le quali non è disponibile un’alternativa personalizzata con il relativo link per richiederla.

Le informazioni che abbiamo appena descritto non sarebbero necessarie, in realtà possiamo scorrere le icone disponibili attraverso il launcher di terze parti sul quale intendiamo usarle, ma forniscono dei dettagli aggiuntivi e, soprattutto, sono di più semplice consultazione: questi sono dettagli che, per chi ama un livello fine della personalizzazione come quello delle icone, fa la differenza rispetto alle tantissime alternative disponibili.

Sul lato del design non ci esprimiamo molto: è quasi inutile dire che l’apprezzamento visivo è estremamente soggettivo, a noi il tema scuro e minimale è piaciuto molto. L’aspetto delle parti disegnate quasi a mano libera è gradevole, ma non per tutte le icone. L’icon pack è compatibile con molti launcher di terze parti come Nova Launcher, Lawnchair e Hyperion.

Download gratuito

Un altro aspetto positivo di Minma è la disponibilità completa al download gratuito, cosa assolutamente non scontata per gli icon pack di qualità. Al momento, Minma può offrirvi quasi 400 icone personalizzate, delle quali avete un’anteprima grazie alle immagini riportate in galleria. Se voleste provarle, eccovi il badge per il download dal Play Store.

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Rimodulazione TIM: effettuare traffico telefonico quando si è senza credito vi costerà fino a 1,80€

Fri, 03/15/2019 - 21:03

TIM ha comunicato una rilevante rimodulazione che investirà tutti i suoi clienti che hanno una scheda ricaricabile con addebito dell’offerta su credito residuo: lo fa lanciando un nuovo servizio denominato Sempre Connessi.

Il servizio prevede un concetto simile a quello espresso da Vodafone qualche settimana fa: se rimarrete senza credito ed effettuerete del traffico telefonico (ovvero qualsiasi chiamata, SMS o navigazione internet) nei due giorni successivi all’esaurimento del credito, pagherete 0,90€ al giorno, per un massimo di 1,80€. TIM sta informando i suoi clienti del cambiamento con un SMS informativo, del quale vi riportiamo il testo:

Modifica contrattuale: per consentirti l’utilizzo dei servizi TIM anche quando esaurisci il credito, dal 28/4 puoi chiamare, navigare e inviare SMS senza limiti a 0,90 euro/giorno, solo se effettui traffico, fino ad un massimo di 2 giorni. Se invece hai o attivi TIM Ricarica Automatica, non resti mai senza credito. Entro il 27/4 puoi recedere dal contratto o cambiare operatore, senza penali ne’ costi di disattivazione, e mantenere attiva l’eventuale rateizzazione del prodotto, compilando i moduli ‘cessazione linea’ e ‘diritto di recesso’ su tim.it o inviandoli via PEC a disattivazioni_clientiprivati@pec.telecomitalia.it o andando nei Negozi TIM. Info su tim.it/info o chiamando il 409168

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Tutto questo avrà effetto dal prossimo 28 aprile e corrisponde ad una modifica contrattuale e pertanto tutti i clienti investiti potranno recedere dal contratto con TIM senza alcun costo, fino ad un giorno prima dell’entrata in vigore della novità.

Per ulteriori informazioni, vi suggeriamo di consultare direttamente un centro autorizzato dell’operatore.

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Vi piacerebbe se le ricerche su Google diventassero in bianco e nero? (foto)

Fri, 03/15/2019 - 20:57

Come saprà bene chi ci segue da un po’, quando si parla di Google si parla anche di continue sperimentazioni estetiche, ancora di più da quando i canoni del Material Design sono stati rivisti. Stando alla segnalazione di un utente ad Android Police, BigG starebbe sperimentando una ulteriore implementazione del nuovo Material Design nella sua omonima app e in generale nelle ricerche effettuate da dispositivi mobili.

L’attuale palette di colori – ormai familiare a tutto il mondo – che prevedono blu per i link e verde per il nome del sito, viene rimpiazzata con un testo uniformemente nero. Il titolo appare più evidente grazie all’uso del grassetto e i vari risultati sono inseriti in box spaziati tra loro. Inoltre l’immagine che accompagna ogni voce è più grande e ha i bordi smussati.

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In un test nel test sembra inoltre che alcuni utenti visualizzino anche un carosello con notizie collegate al di sotto del primo risultato, un po’ come già avviene su Google News. Da un lato la sperimentazione sembra portare maggiore coerenza estetica, ma dall’altro il risultato non ci sembra dei più felici. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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