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Updated: 5 hours 15 min ago

Tra OnePlus 7 e Android Q è già amore: arriva la prima Developer Preview ufficiale (download)

Tue, 05/21/2019 - 07:28

Nella recente sessione AMA della quale vi abbiamo parlato OnePlus aveva promesso che entro la settimana sarebbe arrivato Android Q anche per i nuovi OnePlus 7 e l’azienda cinese è stata di parola: è appena arrivata la prima Developer Preview di Android Q per OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro.

Il nuovo firmware per sviluppatori è disponibile per tutti gli utenti che vogliono installarlo ed essendo una prima versione di test include alcuni bug:

  • L’Ambient Display non funziona correttamente.
  • Persistono alcuni problemi di stabilità del sistema.
  • Risulta impossibile inviare SMS quando VoLTE è attivo.
  • Le gesture di navigazione non funzionano.
  • La recovery mode non funziona.
  • Alcune app potrebbero non funzionare correttamente.
  • La modalità di trasferimento dati MTP non permette la copia dei file di ripristino da PC a smartphone.
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Questa Developer Preview non è paragonabile ad una Open Beta in termini di stabilità e pertanto prevede anche una procedura d’installazione diversa. Considerate che è previsto un reset di tutto lo storage dello smartphone, per cui prevedete un ricco backup:

  • Scaricare la ROM della Developer Preview di Android Q, questa per OnePlus 7 e questa per OnePlus 7 Pro.
  • Copiare il file corrispondente alla ROM nello storage interno dello smartphone.
  • Recarsi nella impostazioni, poi Sistema -> Aggiornamenti di sistema -> tappare sul menù in alto a destra -> Aggiornamento locale -> selezionare il corrispondente pacchetto di aggiornamento appena scaricato ed attenderne il completamento dell’installazione.
  • Una volta completato riavviare il dispositivo.
  • Al riavvio entrerà automaticamente in recovery mode per formattare i dati personali, per poi riavviarsi nuovamente.
  • Godetevi la prima Developer Preview di Android Q.

Per eventuali dubbi sulla procedura d’installazione e dettagli sulla Developer Preview vi rimandiamo al thread ufficiale dedicato sul forum OnePlus. A questo indirizzo potete anche trovare le istruzioni per effettuare la procedura di ripristino di Android Pie a partire dalla Developer Preview di Android Q.

Come accennato inizialmente, OnePlus ha anche rilasciato i codici sorgente del kernel di OnePlus 7 Pro. Questi sono fondamentali per iniziare lo sviluppo software di terze parti compatibile con lo smartphone. I sorgenti sono disponibili al download pubblico e gratuito a questo indirizzo di GitHub.

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Il Digital Wellbeing si fa anche su browser: ecco un paio di novità in arrivo (foto)

Mon, 05/20/2019 - 21:43

Digital Wellbeing è uno strumento made in Google che monitora il tempo che spendiamo ad usare il nostro smartphone. Con uno dei prossimi aggiornamenti, questo strumento potrebbe diventare ancora più potente.

All’interno della versione 1.0.248340775 dell’app (in beta) sono state trovate delle stringhe di codice molto interessanti che riguardano il tempo che usiamo a navigare tramite browser web. Le voci principali sono due, ovvero “Utilizzo dei dati dei siti” (“Site usage data“) e “Timer dei siti” (“Site timer“).

I nomi spiegano molto bene le funzioni che andranno a mostrare: il primo permette di vedere i siti visitati e relative informazioni (tempo di schermo attivo, notifiche ricevute, numero di aperture, ecc), mentre il secondo fornisce degli strumenti (come, appunto, un timer) per limitare il nostro utilizzo del browser (o di singoli siti nel browser).

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Queste novità potrebbero essere legate a Android Q e probabilmente non le vedremo a breve sui nostri smartphone. Credete che siano aggiunte rilevanti?

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Ad alcuni Pixel 3a piace dormire: alcuni utenti segnalano spegnimenti casuali

Mon, 05/20/2019 - 21:15

Ormai è fondamentale avere un telefono affidabile e che sia pronto in ogni occasione. Per alcuni utenti di Reddit, però, i Pixel 3a e 3a XL appena acquistati non si stanno comportando bene.

Il bug segnalato riguarda spegnimenti casuali dello smartphone. Non sembra ci sia una causa comune (anche se un utente ipotizza sia relativo alla connessione Wi-Fi) e i riavvii sembrano essere totalmente casuali. Si tratta ovviamente di un bug tremendamente fastidioso, basti pensare a possibili chiamate perse o a sveglie che non suonano al mattino.

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La soluzione sembra comunque univoca: la pressione prolungata del tasto di accensione (circa 30 secondi) sembra risolvere il problema. Google non ha ancora commentato la faccenda, e speriamo che arrivi presto un aggiornamento che protegga anche tutti gli altri utenti che non hanno riscontrato il problema. Avete riscontrato anche voi lo stesso problema?

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Niantic avvisa che l’uso di Scanner [REDACTED] e Android Q può portare al ban, ecco come risolvere

Mon, 05/20/2019 - 21:03

Sebbene Niantic sia conosciuta principalmente per Pokémon GO, il primo gioco in realtà aumentata sviluppato dall’azienda è stato Ingress. Quest’ultimo ha ricevuto un soft reboot a novembre sfociando in Ingress Prime. Tuttavia, inizialmente non tutte le funzionalità erano state portate sul nuovo gioco, e dunque era stata creata una versione “parallela” chiamata Scanner [REDACTED].

Scanner [REDACTED] però pare avere un problema con Android Q: Niantic ha comunicato su Twitter che l’utilizzo di quella versione di gioco insieme con la beta di Android Q può portare ad un ban causato dal sistema anticheat.

Pare però che Niantic non abbia intenzione di sistemare il problema e, anzi, esorta i giocatori a passare a Ingress Prime. Alcuni si sono lamentati del fatto che Niantic non abbia deciso di sistemare il problema, ma effettivamente parliamo di una applicazione che doveva fare da contenitore temporaneo di Ingress e che, tra l’altro, non viene aggiornata da novembre.

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Se fate parte dei (pochi) giocatori che soddisfano entrambi i requisiti, fatevi un favore: andate al badge qui sotto e scaricate Ingress Prime. In questo modo non mettere a rischio il vostro account.

Ingress Agents, due to some changes made in Android Q, you’re more likely to trigger a ban while using Scanner [REDACTED]. You can use Ingress Prime to continue playing uninterrupted or roll-back to a previous version of Android if you wish to continue using Scanner [REDACTED].

— Niantic Support (@NianticHelp) May 20, 2019

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La presentazione di Honor 20 avrà un livestream: ecco come seguirlo (video)

Mon, 05/20/2019 - 20:49

Honor è prontissima per il lancio di Honor 20 e Honor 20 Pro, modelli top di gamma dell’azienda. La data fatidica è domani, 21 maggio, e la presentazione si terrà a Londra. Se non avete la fortuna di poter essere presenti all’evento, tranquilli: potrete seguirlo tranquillamente dal vostro divano.

La diretta sarà trasmessa su YouTube, ed è già attivo il link per raggiungerla (lo trovate a fine articolo). Manca veramente pochissimo al lancio finale (al momento nel quale stiamo scrivendo mancano 18 ore).

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Appuntamento dunque a domani, 21 maggio, alle 15:00 per vedere finalmente dal vivo Honor 20.

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Bose Frames: in Italia gli occhiali che cantano, suonano e parlano con noi (foto)

Mon, 05/20/2019 - 19:32

È di oggi il comunicato stampa di Bose che annuncia lo sbarco in Italia, a partire dal 23 maggio, dei nuovi occhiali da sole che integrano al loro interno un comparto audio capace di trasmettere i suoni alle nostre orecchie grazie a quello che Bose stessa definisce il sistema audio più piccolo, sottile e leggero di sempre.

I Bose Frames – questo il nome del prodotto – arrivano in due varianti iconiche: una più squadrata, chiamata Alto, ed una leggermente più piccola, Rondo, dalle forme arrotondate. Con un peso contenuto di 45 grammi, sono dotati di lenti colorate, che all’occorrenza possono essere facilmente estratte e sostituite (con opzioni polarizzate o meno).

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Nonostante l’aspetto di un’occhiale da sole classico, funzionano come delle vere e proprie cuffie wireless, grazie ad una minuscola cassa posizionata nella parte interna di ogni asta, che spara l’audio all’interno dei nostri padiglioni auricolari, senza che questo possa essere percepito da chi ci sta vicino.

Inoltre, all’altezza della tempia è presente un microfono ultrasottile ed un pulsante multifunzione, che consentono di dialogare con Siri o Google Assistant e di effettuare le operazioni classiche di chiamata e di gestione della riproduzione musicale.

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Gli occhiali sono poi compatibili con Bose AR, l’applicazione in realtà aumentata di Bose (disponibile su iOS e Android) che, rispetto agli altri competitor, porta un’esperienza esclusivamente audio, e non visiva. Il sensore di movimento del capo a 9 assi e il GPS dello smartphone consentono di ottenere la posizione e di dialogare con l’utente, sulla base del luogo in cui ci troviamo.

La batteria al litio presente garantisce fino a 3,5 ore di riproduzione musicale e 12 ore in standby, oltre che una ricarica rapida in meno di due ore. Il prezzo dei due modelli è lo stesso: 229,95 euro. Le lenti aggiuntive potranno essere poi acquistate a 24,95 (non polarizzate) e 34,95 euro (polarizzate). Un prodotto unico nel suo genere, che ve ne pare?

Comunicato stampa

20 maggio 2019 — Oggi Bose annuncia i nuovi Bose Frames: la protezione e lo stile di un occhiale da sole premium, la funzionalità e le prestazioni delle cuffie wireless, e la prima piattaforma di realtà aumentata audio al mondo, tutto questo in un rivoluzionario dispositivo indossabile. I Bose Frames arrivano in Italia con la nuova Bose Frames Lens Collection, una serie di lenti sfumate e specchiate che possono essere facilmente cambiate per personalizzare lo stile dell’occhiale, cambiandone i colori ed incrementando la protezione dai raggi solari.

 

I Bose Frames hanno l’aspetto degli occhiali più iconici del mondo, ma racchiudono allo stesso tempo il sistema Bose più piccolo, sottile e leggero di sempre. Grazie ad un design proprietario open-ear, i Bose Frames portano la micro-acustica ed il controllo vocale a un livello completamente nuovo, permettendo agli utenti di trasmettere musica, ricevere ed effettuare chiamate e accedere agli assistenti virtuali, il tutto mantenendo private le playlist, l’intrattenimento e le conversazioni.

 

“I Bose Frames sono un prodotto tanto rivoluzionario quanto pratico”, ha dichiarato Mehul Trivedi, director di Bose Frames. “Grazie alle nuove lenti sono degli occhiali da sole versatili e di qualità, ma quando li accendi, sei automaticamente connesso al tuo telefono, ai contatti, web e tutti i contenuti audio, proprio come le cuffie. I Bose Frames hanno conquistato il mercato degli indossabili fin dalla loro uscita negli Stati Uniti sei mesi fa, e siamo davvero entusiasti di portare le loro innovazioni, le prestazioni ed i nuovi accessori, in tutto il mondo. ”

 

I Bose Frames sono occhiali da sole, ora disponibili con lenti intercambiabili

I Bose Frames sono stati realizzati in due stili iconici senza tempo: una versione squadrata, chiamata Alto, ed una leggermente più piccola, Rondo, dalle forme arrotondate. Entrambi bloccano fino al 99% dei raggi UVA / UVB, pesano appena 45 grammi e sono dotati di lenti uniformemente colorate, che possono essere facilmente estratte e sostituite con gli accessori ufficiali per Bose Frames. Sono disponibili lenti sfumate blu, non polarizzate per entrambi gli stili e diverse opzioni di lenti polarizzate per ciascuno: argento specchiato per Bose Frames Alto e oro rosa specchiato per Bose Frames Rondo. Tutte le versioni ricalcano gli accenti moderni e minimali di Bose Frames, tra cui le cerniere in acciaio placcato oro ed i perni di ricarica. Ogni modello di lente offre i livelli standard del settore in termini di protezione, resistenza ai graffi e agli urti.

 

Bose Frames: dispositivo audio personale

I Bose Frames funzionano come vere e proprie cuffie wireless, grazie ad una tecnologia in grado di ridefinire i limiti del rapporto tra dimensioni e prestazioni dei prodotti per l’ascolto individuale. Nella parte interna di ogni asta degli occhiali non vi è alcun auricolare o componente aggiuntivo, ma si trova inserita una minuscola e sottile confezione acustica, in grado di produrre un suono sbalorditivo ma al contempo discreto, udibile solo dall’utente e nessun altro. Per il controllo tattile e vocale, all’altezza della tempia destra sono incorporati un microfono ultrasottile ed un pulsante multifunzione, dedicati all’alimentazione, l’associazione di Siri e Google Assistant, e altre funzioni come effettuare chiamate, dare comandi, mettere in pausa o saltare i brani. L’app Bose Connect offrirà in futuro nuove funzionalità aggiuntive e aggiornamenti software, come Bose AR.

 

Bose Frames: il primo dispositivo di Realtà Aumentata audio indossabile

Gli occhiali Bose Frames sono compatibili con Bose AR, e ciò li rende il primo prodotto commerciale integrato con la piattaforma di realtà aumentata audio di Bose.  A differenza di altri occhiali e piattaforme per la realtà aumentata, Bose AR non modifica ciò che vedi, e non usa un obiettivo o una fotocamera del telefono per sovrapporre oggetti alla tua visuale. Al contrario, Bose AR sa dove sei e cosa stai facendo grazie ad un sensore di movimento del capo a 9 assi e al GPS del dispositivo iOS o Android collegato. Una volta ottenuta la posizione, Bose AR collega quel determinato luogo e momento a infinite possibilità di viaggio, apprendimento, intrattenimento, giochi e tanto altro, grazie al suono. Tutto diventa quindi accessibile tramite la semplicità dell’ascolto: visione chiara, testa alta e mani libere. La tecnologia di Bose AR è già in fase di sviluppo e arriverà presto per Bose Frames.

 

Batteria e spazio di archiviazione

I Bose Frames si avvalgono di una batteria al litio che si collega a un cavo pogo-pin per la ricarica, incluso nella confezione. A livelli di ascolto medi, gli occhiali garantiscono fino a 3,5 ore di riproduzione e fino a 12 ore in standby e possono essere ricaricati completamente in meno di due ore. Per mantenerli puliti e in ordine, vengono inoltre forniti un panno ed una custodia protettiva.

 

Dettagli e disponibilità – Bose Frames e Bose AR

I Bose Frames sono disponibili in nero opaco e in due stili universali: il più grande (Alto) e il più piccolo (Rondo). Il prezzo al dettaglio sarà di 229,95 EUR, e le lenti non-polarizzate e polarizzate Bose Frames Lens Collection saranno acquistabili al prezzo di rispettivamente 24,95 EUR e 34,95 EUR. Tutti i prodotti saranno in vendita a partire dal 23 maggio in Italia. Le app Bose AR sono disponibili nell’app Bose Connect e nell’App Store iOS. I Bose Frames saranno disponibili presso i negozi Bose, Bose.it e presso i rivenditori autorizzati Bose in Italia.

 

Bose Corporation

Bose Corporation è stata fondata nel 1964 dal dottor Amar G. Bose, allora docente presso il Massachusetts Institute of Technology. L’azienda è oggi guidata dai principi del suo fondatore e investe in attività di ricerca con un obiettivo fondamentale: sviluppare nuove tecnologie che portino benefici reali ai clienti. Le innovazioni Bose® hanno attraversato i decenni e i settori, creando e trasformando intere categorie di prodotti audio e non solo. I prodotti Bose per la casa, le automobili, la mobilità e gli ambienti pubblici sono diventati vere e proprie icone, cambiando il modo in cui le persone ascoltano la musica.

Bose è una società privata. Lo spirito innovativo dell’azienda, la passione per l’eccellenza e l’impegno per offrire esperienze straordinarie possono essere riconosciuti in tutto il mondo – ovunque operi Bose.

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OPPO Reno 10x Zoom Edition permetterà di “zoomare” anche l’audio grazie a uno speciale brevetto Nokia

Mon, 05/20/2019 - 19:13

Oppo ha presentato i primi esemplari della nuova serie Reno lo scorso mese. Tra loro c’è anche la variante Reno 10x Zoom Edition che arriverà in commercio entro la fine di maggio. Questo modello oltre alla capacità di zoom ottica avrà anche una particolare funzione che gli permetterà di “zoomare” l’audio catturando una ricchezza maggiore di dettagli rispetto alle normali registrazioni.

Grazie al sistema OZO Audio, brevettato da Nokia, il telefono sarà in grado di catturare i suoni in maniera accurata e precisa, donando ai suoni una qualità tridimensionale tale da permettere di amplificare dinamicamente i dettagli, un po’ come avviene con lo zoom periscopico nella fotografia. La funzione approda su Oppo Reno grazie a una collaborazione tra le due aziende, sottoscritta lo scorso novembre, ma inaugurata di fatto solo ora.

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Grazie alla presenza di ben tre microfoni sparsi per la sua struttura, Oppo Reno 10x Zoom Edition sarà in grado di effettuare registrazioni audio di qualità sin da subito. OZO Audio 3D infatti è integrato nel dispositivo e non richiede alcun intervento software né tantomeno hardware. L’applicazione in particolare si attiva usando la fotocamera nativa per fornire un’esperienza audio e video di livello superiore.

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Xiaomi Mi Band 4 si conferma una bella promessa: Bluetooth 5.0 e display a colori

Mon, 05/20/2019 - 19:10

La prossima smartband di Xiaomi, la Mi Band 4 dovrebbe presentare diverse novità rispetto ai suoi predecessori ed oggi sono emerse ulteriori conferme a tal proposito.

Le ultime indiscrezioni emerse in rete confermano la nuova Xiaomi Mi Band 4 integrerà un display a colori, per la prima volta dato che fino alla Mi Band 3 Xiaomi ha adottato uno schermo monocromatico, ed un modulo Bluetooth 5.0. Sul mercato dovrebbero essere commercializzate due varianti della smartband: la XMSH08HM che integrerebbe anche un modulo NFC e la XMSH07HM senza modulo NFC.

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Ancora non sono note le esatte tempistiche di lancio. La Mi Band 4 dovrebbe arrivare sul mercato ad un prezzo equivalente a circa 60€ per la variante NFC ed a circa 25€ per quella standard.

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Ecco i nuovi Google Glass Enterprise Edition 2: stesso aspetto e una presa USB-C, ma soprattutto c’è Android!

Mon, 05/20/2019 - 18:58

Google ha presentato la terza generazione di Google Glass, il gadget tecnologico più chiacchierato di qualche anno fa che ormai è relegato al mondo aziendale. I Google Glass Enterprise Edition 2 hanno un aspetto molto simile al modello precedente, ma non fatevi ingannare perché sotto il cofano è cambiato tutto sia a livello software che hardware. Prima di tutto via la piattaforma costruita ad hoc e date il benvenuto ad Android!

Questa novità forse più di tutte potrebbe contribuire alla loro diffusione visto che ora sviluppare un’app per gli occhiali smart è come crearne una per un telefono. Per maggiore praticità le aziende possono anche iscriversi al programma Android Enterprise Device Management e gestirli come se fossero uno smartphone.

Passando al versante hardware i nuovi Google Glass sono equipaggiati con Snapdragon XR1 che promette incrementi di performance, soprattutto per l’uso dell’IA, e minori consumi energetici, dettagli non trascurabile per chi li usa con frequenza. BigG parla anche di un miglioramento nello streaming audio-video e nelle collaborazioni a distanza. Come dicevamo nel titolo poi è confermata la presenza di una presa USB-C, come indicavano i primi report.

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I lavoratori che ne fanno uso anche in ambiti dove ci sono condizioni di pericolo apprezzeranno il lavoro fatto in collaborazione con l’azienda Smith Optics per creare delle griglie protettive per gli occhi. Al momento non è noto il prezzo di vendita, ma con tutta probabilità trattandosi di un prodotto per uso professionale potrebbe cambiare da cliente a cliente.

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Recensione ASUS ZenFone 6: l’equilibrio è la sua forza (foto e video)

Mon, 05/20/2019 - 18:52

ASUS è un’azienda che non inonda il mercato con tanti modelli, e questo vale per tutte le fasce. Laddove la concorrenza ormai lancia 2 se non 3 top di gamma assieme, ASUS propone un solo modello. ZenFone 6 non è quindi frutto “dell’abbondanza”, ma è uno smartphone “ragionato” e con una forte personalità. E dopo averne visto unboxing e prime impressioni, siamo ora pronti per una recensione completa.

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7.5

Confezione

Nella confezione di ASUS ZenFone 6 troviamo un caricabatterie Quick Charge 4.0 con relativo cavo USB-C/USB-A, una cover in silicone trasparente, e degli auricolari cablati con jack audio realizzati da 1MORE. Questi ultimi sono superiori alla media, ma non di altissima qualità. Abbiamo ovviamente anche il pin per rimuovere l’ampio carrellino della SIM, ma a parte questo nient’altro.

8.0

Costruzione ed Ergonomia

ZenFone 6 è un po’ più spesso della media, con i suoi 9,2mm ed è anche tra i top più pesanti, con i suoi 190 grammi. In mano la presa è però salda, grazie anche alla lieve curvatura della back cover, che la favorisce.

La parte frontale vede uno schermo flat quasi full screen. Peccato davvero per il bordo inferiore, che ha uno spessore significativo. L’impiego di un pannello LCD non ha probabilmente permesso di rimpicciolirlo ulteriormente. In alto il bordo è invece sottile, con la capsula auricolare, che fa anche da secondo speaker, molto sottile. Al suo fianco, praticamente invisibile, si trovano il sensore di luminosità ed il LED di notifica.

Sul retro abbiamo la caratteristica flip camera, la cui anima è realizzata in liquid metal, nome molto evocativo, per indicare un materiale resistente ma flessibile. La tenuta nel corso del tempo però è impossibile da verificare. Resistenza a polvere, urti ed altro sono insomma un po’ un’incognita. E se doveste tappare con particolare convinzione sulla parte alta del display, sentirete la flip camera vibrare sul retro.  Segnaliamo però che, se la flip camera fosse “estratta” e lo smartphone dovesse cadervi, la fotocamera verrà velocemente riportata in posizione iniziale, per cercare di proteggerla al meglio. Sempre sulla back cover è presente il lettore di impronte digitali, di tipo quindi tradizionale.

Abbastanza anonimo il colore della back cover in vetro (tutto Gorilla Glass 6, come il frontale), sul quale campeggiano le scritte color ciano acceso con il branding di ASUS. Nel profilo inferiore abbiamo jack audio (inserire applausi qui!), USB-C (senza uscita video), e lo speaker principale. Sul lato destro troviamo invece il pulsante di accensione, con un profilo azzurro che si abbina alle scritte sulla scocca posteriore, il bilanciere del volume, ed un quarto pulsante più in alto di tutti, per richiamare Google Assistant (non temete, è personalizzabile). Buona quindi la scelta di aggiungere un tasto multiuso, anche se è così in alto che dovrete per forza spostare il pollice per raggiungerlo. Forse spostare il bilanciere del volume sul fianco sinistro non sarebbe stata una cattiva idea.

Non c’è certificazione IP, ovviamente a causa della flip camera, che sarebbe stato piuttosto difficile impermeabilizzare. Non c’è nemmeno la ricarica wireless, sia per ragioni di spessore (che sarebbe ulteriormente lievitato) che di costi.


9.0

Hardware

ASUS ZenFone 6 ha un hardware da top di gamma, pur con qualche piccola rinuncia. Troviamo infatti lo Snapdragon 855, abbinato a 6 oppure 8 GB di RAM LPDDR4X. I tagli di memoria sono da 64, 128 e 256 GB, di tipo UFS 2.1, con buona pace di OnePlus 7 Pro che per ora rimane l’unico con le UFS 3.0. ZenFone 6 però non rinuncia all’espansione tramite microSD. Nello slot che ospita le (eventuali) due SIM, trova infatti spazio anche la scheda di memoria.

Abbiamo poi Wi-Fi ac, Bluetooth 5.0, NFC, GSP ed anche la radio FM, sempre più una rarità. Peccato non aver portato la porta Type-C ad una USB 3.1. L’audio in compenso vede la presenza di due speaker (sebbene quello sul bordo inferiore sia decisamente più potente della capsula auricolare), e non manca appunto il jack da 3,5mm. Il lettore di impronte digitali è di tipo tradizionale, posto sul retro, ed è come ve lo aspettereste: veloce e preciso. C’è anche lo sblocco col volto, che è altrettanto fulmineo, ma dovrete attendere circa 1 secondo affinché la flip-camera si ribalti.

Con un hardware del genere, non c’è app o gioco che tenga e tutto andrà sempre fluido. La differenza con alcuni modelli più gaming è magari il surriscaldamento che può capitare dopo mezz’ora o più di gioco, ma diventa sensibile solo con pochi titoli.

8.5

Fotocamera 28 vai alla fotogallery

La flip-camera di ASUS non è un pop-up camera. Forse non c’era bisogno di sottolinearlo, ma è bene che sia chiaro, perché un conto è usare davanti le stesse ottiche posteriori, un conto è avere un sensore a parte. Se ci pensate bene, a parte qualche rarissima eccezione, sono pochi gli smartphone che permettono di fare una cosa del genere. ZenFone 6 è infatti l’unico top di gamma con due sole fotocamere. Nemmeno i Pixel 3 ne hanno così poche. E questo è un indubbio vantaggio.

Ad eccezione di alcune modalità, come il panorama o il tracciamento del soggetto, che per ovvie ragioni richiedono che la fotocamera parta in posizione posteriore, e della modalità notturna, che è pensata solo per i paesaggi, tutte le altre funzioni sono presenti anche con flip camera ribaltata di 180°. Abbiamo infatti time lapse, slow motion, video, foto, modalità ritratto e controlli manuali. Ad eccezione dello slow motion e della modalità ritratto, tutte queste ultime modalità funzionano con entrambe le fotocamere. Modalità notturna e modalità ritratto dovrebbero invece sfruttare entrambi i sensori per ottenere un risultato migliore, ma il campo di vista rimane quello della fotocamera principale.

Le due fotocamera sono una Sony IMX586 da 48 megapixel, con f/1.79 e campo visivo di 79°, ed una grandangolare da 125°, da 13 megapixel. Nessuna delle due ha stabilizzazione ottica, ma solo digitale. La fotocamera principale scatta preferenzialmente a 12 megapixel, combinando 4 pixel in 1, per garantire maggiore luminosità e contenere il rumore, cosa che le riesce piuttosto bene in quasi tutte le condizioni di luce. Tenete inoltre conto che, scattando a 12 megapixel, significa che in pratica avrete uno zoom 4x “ottico” da sfruttare, che con buona luce riesce davvero a regalarvi dei dettagli in più, non visibili nelle foto catturate senza zoomare prima di scattare.

Qualora la luminosità dovesse scarseggiare, la modalità notturna servirà a rendere meglio le eventuali poche luci presenti. Non dovete però pensare ad un night-sight stile Pixel 3. La modalità notturna di ZenFone 6 serve infatti principalmente per paesaggi statici e con una certa dose di luminosità, e si occupa principalmente di bilanciare meglio le fonti di luce, rispetto ad un HDR che magari cerca di tirare fuori più luminosità possibile, ma che di notte potrebbe fare peggio che meglio.

Ci sono infatti due modalità HDR: HDR+ (auto) ed HDR++. Quest’ultimo è molto aggressivo e richiede un tempo di scatto maggiore, laddove la prima modalità è praticamente istantanea. Sebbene in alcuni casi l’HDR++ possa fare davvero la differenza (vedi galleria), dovete anche stare attenti perché tendenzialmente “spara” molto i colori, in modo anche un po’ innaturale. Di notte poi è del tutto sconsigliato, perché genera troppo rumore digitale nel tentativo di illuminare la scena. Dovrete insomma fare un po’ di prove e capire bene in che situazioni può tornarvi utile, per sfruttarlo al meglio. In alternativa, l’HDR automatico può andare bene nella maggior parte delle situazioni ed evita possibili complicazioni.

Tra le modalità originali della flip-camera, il panorama è senz’altro quella che abbiamo apprezzato di più. Premendo il tasto di scatto, la flip-camera inizierà a ruotare, catturando appunto uno scatto panoramico in modo del tutto automatico e veloce (attenzione a non finire nell’inquadratura o dovrete tagliarne un pezzo!). Questo vi permetterà di realizzare con notevole facilità alcuni scatti creativi, ma dovrete stare attenti sia a tenere comunque la mano ben ferma, per non sommare troppo il suo movimento a quello della fotocamera con conseguente effetto mosso, sia nel calcolare bene l’esposizione della scena. Quest’ultima si basa infatti sul primo frame del panorama, ma se passate dalla terra al cielo è ovvio che quest’ultimo avrebbe bisogno di un’esposizione diversa. In galleria trovate alcuni esempi di questo.

Altra modalità interessante è il ritratto. Tramite software potrete personalizzare in tantissimi modi il volto del soggetto: tonalità, correzione, sbiancamento della pelle, correzione degli occhi e scavatura delle guance, tanto per darvi un’idea. Inoltre potrete variare un finto diaframma tra f/0,95 (sfondo più sfocato) ed f/22 (il meno sfocato). Attenzione però a non abusarne. Vi consigliamo di tenere il finto rapporto focale almeno a 4, sia perché la sfocatura eccessiva viene resa in modo troppo irrealistico, sia perché potrebbero esserci maggiori difficoltà nello scontornare il soggetto. Anche in questo caso, in galleria trovate qualche esempio chiarificatore.

In generale siamo rimasti soddisfatti della fotocamera di ZenFone 6, che offre un sensore principale adatto alla maggior parte delle situazioni e che soprattutto di giorno regala un ottimo dettaglio con rumore praticamente assente. Il grandangolo non è certo così definito e pulito, ma in alcuni casi può fare davvero la differenza per rendere una foto più suggestiva. Le possibilità offerte dalla flip-camera vanno però sapute sfruttare, ma se vi abituerete a poter scattare anche in modi e pose diversi dal solito, ruotandola al punto giusto, saprà regalarvi delle belle soddisfazioni. Un po’ come il suo software, che non è proprio dei più immediati, anche la flip-camera stessa richiede un po’ di creatività e di abitudine per essere sfruttata a pieno. Non che se la cavi male nel punta e clicca, ma se non doveste mai inclinarla nemmeno un po’ vi perderete qualcosa delle sue potenzialità.

I video sono piuttosto soddisfacenti sul fronte della stabilizzazione, sebbene sia solo digitale, ma ormai siamo abituati a questo fatto. Anche i colori e l’audio sono di buon livello, anche se quest’ultimo potrebbe essere più pulito e risente abbastanza del vento. Forse un terzo microfono (assente) avrebbe aiutato in tal senso.

Non è possibile scambiare una fotocamera con l’altra in corso di registrazione, anche perché quella grandangolare si ferma al 4K@30fps, mentre quella principale arriva a 60fps. C’è inoltre un bug che, nel caso ribaltaste a 180° la flip camera durante la registrazione di un video, l’immagine non girerà nuovamente qualora doveste tornare nella posizione di partenza. Per fortuna ASUS ha confermato che si tratta di un problema già risolto in un aggiornamento non ancora pubblico. Peccato perché è divertente riprendere le persone come se fossero a testa all’ingiù!

Non so cosa sia successo all’audio di questo primo video, ad un certo punto, ma non mi è più capitato.

8.5

Display

6,4” full HD+ IPS. Luminosità massima di 600 nit e schermo è in grado di  riprodurre il 100% dello spazio di colore DCI-P3 (quello del cinema, come viene spesso chiamato). Pare inoltre che arriverà a breve anche il pieno supporto HDR10, al momento ancora in attesa della licenza Netflix. Questo è il display di ZenFone 6 in numeri. Nella pratica è un buon display, anche se non eccezionale. I neri, per quanto buoni, non sono paragonabili a quelli “spenti” degli AMOLED, così come il livello di contrasto. I colori risultano comunque piuttosto vivaci, e personalizzabili in saturazione e tonalità via software. Gli angoli di visione sono ottimi. Sotto la forte luce solare però, a volte potreste avere qualche problemino di lettura.

8.5

Software

ZenFone 6 è aggiornato ad Android Pie con patch di aprile 2019, nel momento in cui stiamo scrivendo questa recensione. ASUS adotta ormai da tempo un approccio molto vicino a quello dei Pixel. C’è un launcher personalizzato, che consente comunque di avere il feed di Google all’estrema sinistra, ed anche l’app drawer è più o meno lo stesso che troviamo nei googlefonini. Vi accorgerete delle differenze giusto andando nelle rispettive impostazioni, dove troverete il supporto agli icon pack, il blocco delle app e la possibilità di organizzare tutto in cartelle (automatiche).

Anche le impostazioni di sistema, a primo acchito, sembrano le stesse dei Pixel, ma in realtà ci sono tante opzioni in più. La barra di navigazione è personalizzabile, anche facendola sparire e adottando del tutto le gesture, sebbene questo non vi farà guadagnare spazio a schermo. Abbiamo poi game genie, per l’ottimizzazione dei giochi, che potrete anche registrare tramite toggle apposito (utile non solo per i giochi). Potete clonare alcune app tramite Twin Apps (Instagram, Telegram, WhatsApp, YouTube, Facebook, Messenger, e altre). Sempre lato software, è possibile sfruttare la flip-camera anche in app di terze parti, facendo comparire un

Troviamo anche OptiFlex, che “accelera l’avvio delle app, riduce i ricaricamenti e consuma meno in standby”. Dobbiamo in effetti constatare che, in quando a velocità di avvio (ma solo con i giochi più pesanti), una certa differenza si nota, anche se l’effetto placebo è sempre dietro l’angolo ed i software di ottimizzazione certo non mancano in questo ZenFone 6.

Le principali osservazioni che faccio alla personalizzazione di ASUS sono infatti di due tipi. Da un lato ci sono un po’ troppe opzioni, troppi menu e sottomenu. È così da tempo, è così anche su ZenFone 6. Dall’altro ci sono alcuni software di ottimizzazione di troppo. Troppi pulizia memoria, AI boost, ottimizza il sistema, controlla l’uso dei dati, check di privacy e sicurezza, gestione di avvio automatico, gestione batteria, modalità batteria, opzioni di risparmio batteria (tutti nomi reali). Sono retaggi un po’ orientali, dove software di questo tipo vanno ancora molto di moda, che ormai stonano dalle nostre parti, dove piano piano sono stati abbandonati dalla maggior parte dei produttori. In ogni caso non è che facciano male, al più vi abituerete ad ignorarli.

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8.5

Autonomia

5.000 mAh dovrebbero essere lo standard su tutti gli smartphone. Partendo da questo presupposto, ci sono comunque delle rinunce da fare per averli. La velocità di ricarica deve accontentarsi del Quick Charge 4.0 a 18W. Ci vorranno quindi circa 2:20 ore per caricare la batteria da 0 al 100%. Però avrete la tranquillità di poter fare un giorno intero di utilizzo, anche con un uso intenso. Un esempio? Alle ore 20 mi era rimasto circa il 12% di carica, ma con oltre un’ora di fotocamera, altrettanta di navigazione e chat rispettivamente, e poco oltre 8 ore di schermo acceso, tutto (o quasi) in roaming: direi che come giornata stress non è male!

Arrivare a due giorni pieni è però un altro discorso, che richiede un utilizzo più attento, sia in termini di tempo trascorso con lo smartphone che di applicazioni impiegate. Durante un paio di giorni trascorsi per lo più in ufficio ed a casa la sera, non dovrebbe essere un problema; in un week end fuori porta, fatto magari di foto e navigazione, il caricabatterie non dovete lasciarlo a casa. In compenso ci sono tante funzioni software per limitare l’uso in background (ed anche in foreground) della rete dati, e risparmiare così preziosa batteria per farvi arrivare fino ad una presa a muro.

Sia chiaro però che questo non è un battery phone nel senso letterale del termine: l’hardware è di fascia troppo alta per poterlo essere, ed un po’ di accortezza ci vuole sempre, soprattutto per arrivare serenamente ai fatidici due giorni. Segnaliamo inoltre che, nonostante la generosa batteria, non è previsto il power delivery.

8.0

Prezzo

ZenFone 6 non rincara, ed in un settore in cui invece tutti sparano cifre sempre più alte, il prezzo diventa una delle sue migliori armi. Con una base di partenza di 499€ per la versione 6/64 GB (che va benissimo per l’utente medio, considerando anche la possibilità di sfruttare l’espansione tramite microSD), e con “soli” 599€ per il più carrozzato 8/256 GB, ZenFone 6 è uno dei top di gamma più economici dell’anno. Meglio di lui giusto Xiaomi Mi9. Peggio di lui, tutti gli altri. Al momento lo potete trovare, solo in alcune varianti, su ASUS eShop.

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Ora potete condividere i contenuti Netflix come Storie di Instagram anche su Android (foto)

Mon, 05/20/2019 - 17:43

Netflix ha introdotto silenziosamente una particolare novità per gli utenti dell’app Android che si riferisce alla condivisione dei contenuti disponibili sulla piattaforma di streaming su Instagram.

Come potete vedere dallo screenshot che abbiamo riportato nella galleria in basso, ora è possibile condividere i contenuti disponibili su Netflix come una Storia Instagram. La relativa Storia sarà personalizzabile come una classica immagine ed includerà il collegamento che rimanda al contenuto stesso su Netflix.

LEGGI ANCHE: Google Pixel 3a XL, la recensione

La funzionalità era già stata introdotta nell’app Netflix per iOS a gennaio scorso ed ora è disponibile anche per la versione Android. Fateci sapere se l’avete già ricevuta.

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OnePlus Bullets Wireless 2: un passo avanti, ma a che prezzo?

Mon, 05/20/2019 - 17:33

Quando lo scorso anno ho recensito i OnePlus Bullets Wireless sono rimasto sinceramente stupito dalla qualità dei primi auricolari wireless dell’azienda cinese. Quest’anno OnePlus ha provato a ripetersi: i OnePlus Bullets Wireless 2 sono ottimi sono (quasi) ogni punto di vista, ma costano anche sensibilmente più del modello dello scorso anno (69€ vs 99€).

La vera domanda quindi è: le cuffiette wireless di OnePlus sono ancora un best buy, nonostante il “rincaro” di prezzo?

LEGGI ANCHE: Migliori auricolari wirelessConfezione

La confezione di vendita è davvero molto curata e al suo interno, oltre agli auricolari, troviamo anche due paia di gommini aggiuntivi, una custodia in silicone e un cavetto USB – USB-C per la ricarica. Proprio come lo scorso anno, questo cavetto è ridicolmente corto (circa 20 cm).

Anche la custodia è sostanzialmente identica a quella del modello precedente, ereditandone tutti i pregi e i difetti: è realizzata in un materiale sorprendetemente piacevole al tatto e ha una chiusura magnetica che è una goduria da aprire e richiudere, ma ha anche dimensioni piuttosto risicate. Finché non ci prenderete l’abitudine, farete un bel po’ di fatica a riporre gli auricolari all’interno della pochette quando volete metterli via.

Costruzione e Comodità

Anche dal punto di vista estetico, i nuovi OnePlus Bullets Wireless 2 presentano molte somiglianze con il modello dell’anno precedente (e, di conseguenza, anche con le BeatsX di Apple, a cui il design sembra ispirarsi). Troviamo quindi un archetto le cui estremità contengono batteria e componenti, e auricolari dotati di magneti, che possono essere agganciati per tenere comodamente le cuffiette al collo quando non vengono usate (e non solo, ma ci torniamo più avanti).

Il telecomando, che contiene microfono e tasti, è posizionato lungo il cavetto sinistro: una scelta insolita, che ancora una volta lascia spiazzati gli utenti destrimani (ma farà la gioia dei mancini). Inoltre, nell’estremità sinitra dell’archetto, troviamo il connettore USB-C per la ricarica e il pulsante per l’accoppiamento Bluetooth (che permette di passare da un dispositivo all’altro con un doppio clic).

Un’importante novià rispetto al modello dello scroso anno è la forma degli auricolari: grazie al nuovo design, che OnePlus precisa essere ispirato dalle conchiglie, i Bullets Wireless 2 non hanno bisogno di “alette” per restare fisse alle orecchie: basta inserirle e ruotare leggermente per avere gli auricolari saldi e ben stabili.

La comodità è sempre un fattore soggettivo, ma personalmente trovo che i OnePlus Bullets Wireless siano davvero molto comodi, li ho indossati per ore e ore senza provare fastidio.

Nel complesso gli auricolari sono ben costruiti: l’archetto è in gomma e risulta piacevole al tatto, morbido e molto flessibile; il corpo degli auricolari è invece realizzato in acciaio inossidabile. Il risultato è un prodotto leggero ma solido, che trasmette una gran sensazione di durevolezza.

Purtroppo manca la resistenza ai liquidi: gli auricolari Bullets Wireless 2 non godono di alcuna certificazione IP e (a differenza dello scorso anno) OnePlus non dichiara nulla in merito ad un’eventuale resistenza agli schizzi.

Funzioni e qualità audio

OnePlus conferma l’attenzione alla qualità sonora che ci aveva stupito con il primo modello, quindi possiamo dirlo subito: questi Bullets Wireless 2 suonano molto bene. Il profilo audio è caratterizzato da bassi corposi e incredibilmente ben definiti, ma meritano un elogio anche le frequenze alte e medio-alte, sorprendentemente precise. Proprio queste ultime segnano un significativo passo avanti rispetto alla prima versione di Bulles Wireless, mostrando come OnePlus abbia fatto tesoro dell’esperenza acquisita e abbia saputo migliorare ulteriormente il profilo audio delle proprie cuffie Bluetooth (che era già molto buono anche nel modello precedente).

All’interno degli auricolari troviamo due driver a struttura bilanciata, per la riproduzione di frequenze medie e alte, e un driver dinamico da 10 mm, orientato ai bassi. OnePlus non fornisce alcuna specifica tecnica(ad esempio in merito a risposta in frequenza e quant’altro), ma potete fidarvi che la qualità audio non vi lascerà delusi.

Un’ulteriore conferma dell’ottima resa sonora è l’impiego dei codec aptX HD: si tratta di una tecnologia per la compressione e decompressione dei dati sviluppata da Qualcomm, che permette di riprodurre audio con una profondità di bit pari a quella dei DVD audio (24 bit; per dare un termine di paragone, i CD sono registrati a 16 bit).

A proposito di codec, vale la pena tenere a mente che queste OnePlus Bullets Wireless 2 non supportano i codec AAC (che sono quelli utilizzati di default dai dispositivi Apple) e che, se collegate ad iPhone, utilizzano codec SBC, perdendo un po’ di qualità. Intendiamoci: suonano comunque bene, la maggior parte delle persone non ci farebbe neanche caso, ma è un fatto che le Bullets Wireless 2 suonano peggio su iPhone rispetto che sulla maggior parte dei dispositivi Android (ossia su quelli che supportano aptX HD). Piccola nota: se avete un MacBook, gli auricolari utilizzeranno di default codec SBC: si può facilmente forzare l’uso di aptX, ma non aptX HD.

Per quel che riguarda la latenza, invece, a prescindere dai codec non ci sono problemi di ritardo nel segnale audio grazie all’impiego del Bluetooth 5.0: insomma, potete utilizzare tranquillamente i Bullets Wireless 2 per guardare film o serie TV, non avrete alcun problema nella sincronia audio/video (a patto di aver collegato gli auricolari ad un dispositivo dotato di Bluetooth 5).

Oltre che sulla qualità audio, per questi nuovi auricolari Bluetooth OnePlus ha scommesso tanto sull’autonomia: le Bullets Wireless 2 durano fino a 14 ore con una singola ricarica ma, soprattutto, garantiscono 10 ore di ascolto con soli 10 minuti di ricarica, grazie alla tecnologia Warp Charge. Questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più di queste cuffie: non mi sono mai ritrovato con gli auricolari scarichi, perché ogni giorno prima di uscire dall’ufficio li ho messi in carica 10 minuti, collegandoli al caricabatteria del MacBook Pro (grazie USB-C). E questo è bastato per avere delle cuffiette sempre cariche e pronte all’uso: ammetto che non ho idea di quale possa essere la ripercussione sulla batteria a lungo andare, ma non posso negare che questo Warp Charge mi sembra funzionare benone.

Tra gli altri punti di forza di questi auricolari c’è sicuramete il magnetic control, molto comodo nell’utilizzo quotidiano: basta separare gli auricolari per accenderli e collegarli automaticamente all’ultimo dispositivo con cui sono stati associati, mentre agganciandoli tramite le calamite si spengono (e sono più comodi da portare al collo). Credo che una funzione del genere, nella sua estrema semplicità, migliori sensibilment”e l’esperienza d’uso e so già che quando tornerò ai miei vecchi auricolari wireless (che sono calamitati, ma non si accendono automaticamente) sentirò la mancanza di questi Bullets Wireless. Inoltre, chi utilizza gli auricolari con un dispositivo OnePlus di ultima generazione (da OP 5 in su) ha anche qualche vantaggio in più: la musica riprende automaticamente quando si separano le cuffiette e, se queste non sono ancora associate allo smartphone, appare un popup che ne propone l’accoppiamento.

Parliamo anche un po’ di tasti: ovviamente, tenendo premuto il pulsante Play è possibile richiamare gli assistenti vocali, ma per me la vera comodità di queste cuffiette è il tasto per l’accoppiamento Bluetooth che funge da switch. Cliccando due volte il pulsante, infatti, si passa facilmente da un dispositivo all’altro, alternando gli ultimi due che sono stati collegati alle cuffiette. È davvero incredibilmente comodo, anche perché permette di collegare rapidamente le cuffie ad un device senza neanche doverlo prendere in mano: ogni mattina arrivo in ufficio con gli auricolari alle orecchie e, dopo essermi seduto alla scrivania, mi basta cliccare due volte il pulsante Bluetooth per collegare i Bullets Wireless 2 al computer.

Infine, un plauso al microfono: molto buono, anche all’esterno in condizioni piuttosto ventose l’interluctore è sempre riuscito a sentirmi senza problemi.

Prezzo

Il costo di OnePlus Bullets Wireless 2 è di 99€ e, considerando tutto, è difficile che la cifra cali nei prossimi mesi.

Il prezzo è onesto per la qualità del prodotto, ma è ben lontano da quei 69€ che avevano fatto del modello precedente un assoluto best buy. A questa cifra, OnePlus deve vedersela con tanti altri prodotti validi che sono facilmente reperibili tramite canali di distribuzione più comuni (Amazon su tutti).

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Magisk e Magisk Manager si aggiornano: tanti bugfix e novità per l’interfaccia dell’app

Mon, 05/20/2019 - 17:14

Magisk, il popolare tool per installare mod sui dispositivi Android, ha ricevuto un nuovo aggiornamento che ha risolto diversi bug segnalati in precedenza dagli utenti.

La nuova versione fa riferimento alla build 19.2 ed ha associato il seguente changelog:

  • Risoluzione del bug relativo al tool per disinstallare i moduli.
  • Risoluzione dei bootloop che si verificano su alcuni dispositivi con il comando tmpfs mounting to /data.
  • Aggiunto il supporto ai device con Kirin hi6250.
LEGGI ANCHE: OnePlus 7 Pro, la recensione

Come anticipato nel titolo anche l’app Magisk Manager ha ricevuto un nuovo aggiornamento che introduce la versione 7.2.0: sono state introdotte diverse novità all’interfaccia utente e molte altre dovrebbero arrivare nei prossimi aggiornamenti.

Le nuove versioni di Magisk e Magisk Manager sono già disponibili al download dal thread ufficiale dedicato sul forum di XDA.

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TicWatch S può essere il vostro nuovo smartwatch: su Amazon ora a 139€ (video)

Mon, 05/20/2019 - 16:52

Se vi piacciono gli smartwatch con Wear OS e volete acquistarne uno, le nuove offerte Amazon capitano proprio al momento giusto. Tra le migliori offerte del giorno c’è infatti anche quella dedicata al TicWatch S, disponibile al prezzo scontato di 139,99€.

L’elegante orologio intelligente è venduto dal produttore Mobvoi e spedito da Amazon. L’offerta è relativa alla variante Knight, vale a dire quella in colorazione nera. Il prodotto offre un ampio display OLED da 1,4″ a colori, pesa solo 45,5 grammi ed ha una scocca impermeabile con certificazione IP67. Grazie all’integrazione del GPS e del sensore di battito è perfetto per la corsa e le camminate, dunque può diventare un ottimo compagno per gli amanti del fitness.

LEGGI ANCHE: Recensione TicWatch S

Dal link che trovate di seguito potete accedere alla pagina Amazon di TicWatch S, dove lo potrete acquistare al prezzo indicato e leggere ulteriori informazioni a riguardo.

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Minecraft sale sull’olimpo dei videogiochi più venduti di sempre, il longevo Tetris lascia la corona

Mon, 05/20/2019 - 16:23

Minecraft ha da poco compiuto il suo decimo anno di vita ed ha appena raggiunto un record storico: è di fatto il videogioco più venduto di sempre.

Il videogioco sviluppato nel 2009 ha raggiunto la cifra record di 176 milioni di copie vendute, superando anche lo storico Tetris che resisteva con le sue 170 milioni di copie vendute. Al terzo posto rimane Grand Theft Auto V, seguito da Pokémon Rosso, Verde e Blu/ Pokémon Giallo che è il primo tra i videogiochi non multipiattaforma. L’altro aspetto che stupisce del successo di Minecraft è il tasso di crescita delle vendite: a settembre scorso era fermo a 154 milioni di copie vendute.

LEGGI ANCHE: Oculus Quest, la recensione

A questo risultato storico del videogioco si dovrebbero anche aggiungere i circa 200 milioni di utenti registrati alla piattaforma free-to-play lanciata recentemente in Cina. Anche voi avete contribuito al successo di Minecraft?

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Amazon HP Days dal 20 al 26 maggio: notebook, PC desktop, monitor e accessori in sconto

Mon, 05/20/2019 - 13:39

Iniziano oggi gli HP Days, le offerte Amazon che riguardano tutti i prodotti HP e andranno avanti fino al 26 maggio 2019. Tra le tante proposte disponibili sullo store ci sono tanti notebook, PC desktop, computer all-in-one, monitor, stampanti, cuffie, tastiere, mouse e altri accessori.

Vista l’ampa gamma di articoli in offerta, abbiamo deciso di fare una piccola selezione dei modelli più interessanti, che trovate nella lista a fine articolo. Abbiamo scelto quattro notebook di fascia media, tutti compresi tra 499,99€ e 899,99€, con anche un all-in-one da scrivania. Ci sono poi le cuffie Paxilion Gaming 600, abbinate ad un mouse e una tastiera da gaming. Infine due prodotti un po’ più particolari, vale a dire uno zaino porta computer e una stampante istantanea.

LEGGI ANCHE: Quattro monitor LG al miglior prezzo su Amazon

Trovate tutti i prodotti HP citati nell’elenco visibile di seguito. Se volete consultare il catalogo completo della promozione HP Days potete andare sulla pagina Amazon dedicata a questo indirizzo.

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Tiscali e Open Fiber rinsaldano la loro alleanza: fibra ultra veloce in 271 aree metropolitane entro il 2023

Mon, 05/20/2019 - 13:09

L’alleanza fra Tiscali e Open Fiber per la diffusione della fibra ottica in Italia non è di certo una novità, ma da ora si fa ancora più stretta alla luce dell’estensione dell’accordo siglato dalle due aziende.

La partnership fra Tiscali e Open Fiber è già operativa in più di 50 città italiane, fra cui sono annoverate Milano, Torino, Napoli, Firenze, Palermo e Bologna, ma questo numero è presto destinato a salire.

LEGGI ANCHE: Open Fiber e Fastweb si alleano per espandere la fibra ultra veloce in Italia

Open Fiber è infatti già presente in oltre 80 città italiane, che diventeranno 150 entro la fine del 2019 e ben 217 aree metropolitane entro il 2023. Quest’espansione andrà a braccetto con Tiscali, che darà il suo contributo e potrà sfruttare le infrastrutture Open Fiber per offrire il miglior servizio possibile ai clienti italiani.

Tiscali coglie questa importante opportunità di collaborazione con Open Fiber in un momento di grande trasformazione nelle tecnologie di rete e di accesso ad internet, confermando la volontà di essere parte dello sforzo di innovazione e crescita del Paese. Oggi più che mai ribadiamo la nostra missione, garantire il diritto all’accesso a servizi internet ultra veloci, in modo semplice e affidabile

Renato Soru, Amministratore Delegato di Tiscali

L’estensione dell’accordo con Tiscali conferma la validità e la solidità del progetto Open Fiber che con il suo modello garantisce a tutti gli operatori di telecomunicazione, nazionali o locali, l’accesso ad una rete interamente in fibra ottica a condizioni eque e non discriminatorie. Sono ormai più di 80 gli operatori che hanno scelto la nostra infrastruttura per offrire ai propri clienti servizi innovativi e la vera connettività ad 1 Giga al secondo

Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber

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Xiaomi Mi MIX 3 5G è il primo smartphone 5G a sbarcare in Italia: dal 23 maggio ad un prezzo aggressivo

Mon, 05/20/2019 - 12:40

Il 23 maggio 2019 sarà una data storica per la telefonia mobile in Italia, perché coinciderà con un evento che farà da apripista per l’attesissima era 5G. A partire da quel giorni infatti, Xiaomi lancerà il nuovo Mi MIX 3 5G, ovvero il primo smartphone dotato di connettività di nuova generazione ad approdare sul mercato italiano, pronto a far ricredere chi temeva che i primi dispositivi 5G sarebbero stati oltremodo costosi.

Xiaomi Mi MIX 3 5G sarà infatti disponibile sul sito ufficiale Mi.com – nella configurazione dotata di 6 GB di RAM e 64 GB di memoria interna in colorazione Sapphire Blue – al prezzo di listino di 699€. Un prezzo decisamente aggressivo, ben più abbordabile di molti altri top di gamma 4G odierni, nonostante la piattaforma hardware di assoluto rilievo.

LEGGI ANCHE: Xiaomi Mi MIX 3, la recensione

Oltre al taglio di memoria già accennato, Mi MIX 3 5G vanta infatti un chip Qualcomm Snapdragon 855, un display da 6,39 pollici full HD+ AMOLED borderless e un comparto fotografico di riferimento, esaltato anche dal test effettuato da DxOMark. Lo smartphone offre dunque un’esperienza al top senza compromessi, con in più la possibilità di sfruttare la connettività 5G non appena sarà disponibile in Italia, ovvero nel corso dell’imminente estate.

Siamo onorati di essere la prima azienda a commercializzare un dispositivo 5G in Italia, una priorità nel nostro viaggio di espansione globale. Questo è un segnale del nostro continuo impegno verso i Mi Fan e tutti gli utenti italiani, con cui stiamo creando un legame sempre più forte. Ci siamo impegnati per portare innovazione a tutti, e il più velocemente possibile. E credo che i nostri utenti vedranno grandi passi avanti nei prossimi mesi sulla nostra implementazione 5G.

Ou Wen, Head of Western Europe di Xiaomi

Comunicato Stampa

Mi MIX 3 5G, il primo smartphone 5G ad essere venduto in Italia

 

La vendita in Italia del primo smartphone 5G sarà disponibile su mi.com a 699€ a partire dal 23 maggio, per offrire le più recenti tecnologie innovative, prestazioni ineguagliabili e un corpo posteriore a scorrimento con display full-screen

 

 

Milano, 20 maggio 2019 Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, annuncia che Mi MIX 3 5G è finalmente disponibile in Italia, diventando così il primo smartphone 5G ufficialmente venduto sul mercato.

 

Il dispositivo nella colorazione Sapphire Blue e nella versione da 6GB+64GB sarà disponibile dal 23 maggio su Mi.com a 699 €.

 

Annunciato quest’anno a Barcellona durante il Mobile World Congress, Mi MIX 3 5G è uno dei primi smartphone con connettività 5G ad uso commerciale.

 

“Siamo onorati di essere la prima azienda a commercializzare un dispositivo 5G in Italia, una priorità nel nostro viaggio di espansione globale. Questo è un segnale del nostro continuo impegno verso i Mi Fan e tutti gli utenti italiani, con cui stiamo creando un legame sempre più forte”, ha dichiarato Ou Wen, Head of western Europe di Xiaomi. “Ci siamo impegnati per portare innovazione a tutti, e il più velocemente possibile. E credo che i nostri utenti vedranno grandi passi avanti nei prossimi mesi sulla nostra implementazione 5G”.

 

“Dopo anni di creazioni e sviluppo di tecnologie che rendono oggi il 5G una realtà, siamo orgogliosi di supportare Xiaomi nel lancio di Mi MIX 3 5G, uno dei primi dispositivi ad uso commerciale in Europa”, ha dichiarato Enrico Salvatori, President e Senior Vice President di QUALCOMM Europe/MEA, Inc. “Questo traguardo dimostra la stretta collaborazione tra le due aziende, che permetterà agli utenti di tutta l’Europa di godere dei benefici dei servizi 5G.”

 

Piattaforma mobile Snapdragon 855

Mi MIX 3 5G è alimentato dalla piattaforma mobile Qualcomm® Snapdragon 855 e dal modem X50 con transceiver integrato e soluzione RF front-end di Qualcomm Technologies.

 

La CPU Qualcomm® Kryo™ 485 incorpora otto core per un ottimo equilibrio tra prestazioni ed efficienza energetica. Le prestazioni del singolo core sono fino al 45% più veloci, un grande salto di qualità rispetto alla generazione precedente. La GPU Qualcomm® Adreno™ 640 garantisce prestazioni superiori del 20%, rispetto alla generazione precedente. Il processore Qualcomm® Hexagon™ 690 raddoppia il numero dei processori vettoriali e inserisce un acceleratore tensor di ultima generazione, ottenendo prestazioni AI fino a tre volte più veloci con il motore Qualcomm® AI di quarta generazione.

 

Per supportare applicazioni che richiedono alti livelli di prestazioni del dispositivo per lunghi periodi di tempo, come i giochi multi-player avanzati, Xiaomi ha anche sviluppato un sistema di raffreddamento ibrido altamente avanzato per il Mi MIX 3 5G. Il materiale termico Rogers® HeatSORB™ crea un effetto di cambiamento di fase che cattura rapidamente il calore generato dal dispositivo in scenari impegnativi e ritarda gli aumenti di temperatura. Poi, un tubo di calore passivo composto da sei strati di grafite disperde il calore ad una velocità tre volte più veloce di una tipica lastra a doppia grafite.

 

La migliore fotografia

Mi MIX 3 5G eredita la stessa doppia fotocamera AI da 12MP di Mi MIX 3, che ha ricevuto un punteggio fotografico DxOMark di 108, e presenta tutte le caratteristiche AI che gli utenti si aspettano dagli smartphone Xiaomi, incluse le funzionalità video al rallentatore da 960 fps. Per i selfie, Mi MIX 3 5G offre una configurazione a doppia fotocamera da 24MP + 2MP, che sfrutta al meglio il sensore IMX576 di Sony per catturare maggiori dettagli. La fotocamera è gestita da Qualcomm Spectra™ 380 ISP che fissa nuovi e brillanti standard per la fotografia cinematografica, nonché un’esperienza veloce ed efficiente che consente di effettuare più scatti consecutivi.

 

Il design scorrevole consente una migliore visualizzazione a schermo intero

Mi MIX 3 5G utilizza il meccanismo brevettato a scorrimento magnetico di Xiaomi, che offre una grande esperienza tattile e un’ampia gamma di personalizzazioni. Gli utenti possono impostare lo scorrimento per eseguire funzioni come rispondere alle chiamate o avviare l’applicazione della fotocamera. Grazie al design a scorrimento, le cornici sono estremamente sottili, ottenendo un rapporto schermo/corpo estremo. Quello che si nota è solo lo schermo, che è un display 6.39″ 2340 x 1080 FHD+ Samsung AMOLED con un rapporto di 19,5:9.

 

L‘impegno di Xiaomi verso il 5G

Xiaomi ha puntato su una soluzione 5G già nel maggio 2016, creando un team per lavorare sugli standard e iniziare la ricerca sul 5G. Essendo uno dei principali attori al lavoro sulle sperimentazioni del 5G organizzati dall’operatore China Mobile, Xiaomi ha testato con successo la connessione del segnale n78 nel settembre 2018, e ha completato il test del segnale mmWave (onda millimetrica) un mese dopo. A quel tempo, solo pochi produttori di smartphone in tutto il mondo avevano condotto con successo questi test.

 

Da sempre impegnata a portare le migliori innovazioni sul mercato, Xiaomi ha siglato numerose partnership strategiche in ambito 5G con i principali fornitori di servizi in tutto il mondo, quali 3, Sunrise, TIM, Vodafone e molti altri. Il passo successivo è stato quello di rendere i dispositivi 5G disponibili al maggiore numero possibile di consumatori, e per raggiungere questo obiettivo Xiaomi ha lavorato instancabilmente con alcuni di questi operatori fin dalle prime fasi di sviluppo del Mi MIX 3 5G. In maggio, Xiaomi, unendo le forze con l’operatore Sunrise, ha commercializzato il suo dispositivo Mi MIX 5G in Svizzera.

 

Wang Xiang, Senior Vice President di Xiaomi, già nella sua presentazione durante il MWC, ha affermato che la società ha “lavorato duramente per sviluppare un dispositivo e una soluzione per smartphone 5G” e continuerà a “collaborare con i nostri partner per rendere il 5G una realtà che può raggiungere sempre più utenti in tutto il mondo.”

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Le prossime rimodulazioni Wind toccheranno anche voi? Scopritelo qui una volta per tutte

Mon, 05/20/2019 - 12:09

Non è un bel periodo per i clienti dei maggiori operatori di telefonia mobile italiana, visto che per le prossime settimane saranno previste diverse rimodulazioni di offerte vigenti, come vi abbiamo descritto in questo articolo riassuntivo. Anche i clienti Wind subiranno modifiche contrattuali a partire da metà giugno, ma non tutti. Come fare quindi per capire se anche voi sarete colpiti dalle imminenti rimodulazioni?

Nel corso delle prossime settimane, Wind dovrebbe comunque informare tutti i clienti interessanti dalle rimodulazioni tramite una campagna di SMS, ma se volete da subito conoscere la vostra sorte, l’operatore arancione ha messo a disposizione una pagina dedicata sul suo sito. Visitandola, se siete connessi tramite rete dati mobile Wind, verrete rimandati direttamente ad una pagina in cui scoprirete se siete destinati a modifiche contrattuali. In alternativa, dovrete inserire il vostro numero Wind e poi confermare un codice di sicurezza che riceverete di lì a poco tramite SMS.

LEGGI ANCHE: Migliori Offerte Wind

In particolare, le principali rimodulazioni interesseranno il meccanismo di ricarica in causo di esaurimento del credito e alcune offerte che prevedono la navigazione illimitata a 128 Kb/s al superamento della soglia prevista. Come compensazione, Wind metterà a disposizione alcune promozioni a tempo ai suoi clienti, che in alternativa potranno decidere di recedere dal contratto senza alcun costo.

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Samsung Galaxy Tab S4 e Tab A (2018) in offerta su Amazon: due tablet da 10″ a prezzo speciale (video)

Mon, 05/20/2019 - 11:57

Le offerte Amazon del giorno portano ottime novità per quanto riguarda i tablet Samsung, con ghiotti sconti per due prodotti in particolare. Da una parte troviamo un piccolo taglio di prezzo per il Samsung Galaxy Tab A (2018) a 249€, mentre dall’altra c’è un’offerta imperdibile per Samsung Galaxy Tab S4, disponibile a 479,99€ con uno sconto del 34% sul prezzo di listino.

Nello specifico, la variante in offerta di Tab A (2018) è quella solo Wi-Fi da 32 GB di memoria in colorazione nera. Per il Tab S4 invece abbiamo in sconto la versione da 64 GB di memoria, ma anche in questo caso solo Wi-Fi e in colorazione nera.

LEGGI ANCHE: Amazon rilancia la Huawei Week

Entrambi i prodotti Samsung sono disponibili in offerta su Amazon dai link che trovate in basso. La disponibilità e il prezzo potrebbero variare nelle prossime ore, dunque vi consigliamo di approfittare quanto prima dell’offerta se siete interessati.

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